da admin | Ott 27, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Prendersi particolare cura della propria pelle durante la depilazione laser è la chiave per ottenere ottimi risultati durante tutto il ciclo di trattamento.
Spesso se ne sottovaluta l’importanza, ma una corretta cura della pelle influisce direttamente sui risultati che si potranno ottenere: la mancata applicazione di prodotti specifici, o l’uso di cosmetici inadeguati, possono portare a reazioni avverse e risultati indesiderati.
Vediamo le tre azioni importanti da ricordare:
Esfoliare
L’esfoliazione della pelle serve a rimuovere le cellule morte che si accumulano e coprono i pori, favorendo la crescita di peli incarniti e di follicoliti. Puoi farla con un peeling chimico, o con uno scrub o associandoli. Ovviamente non lo stesso giorno della seduta laser, che potrà essere fatta dopo qualche giorno, giusto il tempo di ripristinare il NMF (Natural Moisturzing Factor).
Non solo, lo strato corneo ispessito può osteggiare la caduta dei peli, così come gli stessi corneociti possono anche creare una barriera per il laser e rendere il processo complessivo meno efficace.
Esfoliare una o due volte alla settimana, soprattutto sulla zona da trattare, ti aiuterà a ottenere risultati migliori. Bene quindi un prodotto esfoliante da usare a casa per dare continuità a quanto fatto in Istituto.
Idratare
Sebbene il laser utilizzato non danneggi la pelle, è importante aiutarla a sopportare meglio il il trattamento.
L’idratazione è essenziale per mantenere la pelle in ottimo stato e l’aiuterà anche a dissipare meglio il calore e ridurre la reazione di arrossamento che spesso si manifesta a fine sessione.
Proteggere dai raggi ultravioletti
Il sole non è un buon amico per la pelle, lo sappiamo, specialmente quando si stanno eseguendo dei trattamenti laser.
Sensibilizzare le clienti all’uso quotidiano della protezione solare, anche durante l’inverno, previene il verificarsi di reazioni avverse come scottature e macchie, con la conseguenza di dover poi interrompere il trattamento.
Non tralasciare questi aspetti: la tua cliente si fida di te, non dare per scontato che già usi i prodotti corretti. E soprattutto, ricorda che SEI TU l’esperta della pelle, non il supermercato e nemmeno il farmacista. SEI TU che devi consigliarle cosa fare e quali prodotti usare.
Chi meglio di te?
Vedi anche “Perché l’autunno è il momento migliore per iniziare i trattamenti laser?”
da admin | Ott 23, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Spesso i nostri Clienti ci chiedono se per tenere pulita dai peli la zona da trattare con il laser sia possibile eseguire la depilazione con ceretta.
Sappiamo bene che a loro volta sono sottoposti con grande frequenza a questa richiesta da parte dei loro clienti, ma è importante saper dare una risposta esaustiva che chiarisca perché è bene non farlo.
La consapevolezza è importante, rispondere negativamente non è sufficiente senza dare spiegazioni, e riteniamo che sia anche poco professionale.
Vediamo quali sono le ragioni:
Il laser colpisce ciò che riesce a vedere
Con lo strappo della ceretta il pelo viene estirpato completamente, insieme alla radice.
Per noi è fondamentale invece che ci sia, altrimenti il laser non può colpirlo e non può raggiungere le cellule germinative alla sua base, dato che la lunghezza d’onda del laser, 808 e 1064 nm, vede solo il cromoforo della melanina.
La fototermolisi selettiva senza pelo non può funzionare
Collegandoci a quanto scritto sopra, la fototermolisi selettiva è tale proprio perché seleziona il suo bersaglio. Il pelo funge da antenna, deve essere percorso dal raggio laser iniziando dalla piccola puntina che uscirà dalla pelle (ci si rasa un paio di giorni prima) fino ad arrivare alle cellule germinative. I peli in fase anagen sono gli unici ad avere tutte le proprie funzioni vitali attive, pertanto, se saranno colpiti, riceveranno uno shock termico tale da inattivarle
Aumenterà il numero di sedute da effettuare
Dato che i peli non sono posizionati tutti alla medesima profondità, alla successiva seduta laser i primi a “sbucare” dall’epidermide saranno quelli più superficiali. mentre gli altri ancora non saranno emersi e non verranno quindi colpiti.
In termini pratici questi significa che la cliente farà più sedute e spenderà quindi di più.
Consigliamo quindi di radersi con il rasoio, spiegando bene queste motivazioni è più facile che la cliente comprenda e collabori con noi per ottenere risultati migliori e più rapidi
Quindi…
NO PELO NO PARTY!
Vedi anche “Perché l’autunno è il momento migliore per iniziare i trattamenti laser?”
da admin | Ott 18, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Molti pensano che sia meglio iniziare i trattamenti quando si inizia a vestirsi più leggeri e a scoprirsi, ma non è assolutamente così.
Ecco alcuni dei principali motivi per cui l’autunno è il momento perfetto per iniziare un ciclo di epilazione laser.
La pelle sarà più tollerante con temperature più fresche
Molte persone con il caldo aumentano la sensibilità cutanea al passaggio del laser, quindi sottoporsi a un trattamento con una temperatura esterna più fresca può eliminare questa possibilità e renderlo più tollerabile.
L’esposizione al sole è ridotta al minimo
In autunno, in inverno ancor di più, si esce meno, il corpo è più coperto e si è meno esposti alla luce solare.
Mentre in primavera ed in estate è più difficile ripararsi dai raggi ultravioletti, si esce e ci si scopre di più, dopo l’estate le giornate sono più nuvolose, piove e siamo costretti a stare di più in casa e indossare indumenti che ci coprono di più.
Per questo motivo, pur dovendo sempre utilizzare prodotti con protezione solare dopo il laser, i rischi di macchie e scottature sono sensibilmente ridotti.
C’è tutto il tempo per lavorare senza interruzioni
Se l’obiettivo è sfoggiare una pelle quanto più liscia possibile l’estate successiva, è proprio questa la stagione migliore per cominciare, perché c’è ancora tutto il tempo necessario per lavorare bene ed essere pronti per l’estate.
Saranno necessarie più sedute per ottenere una riduzione graduale dei peli, quindi iniziare in autunno/inverno garantirà di avere una pelle liscia e ben epilata per la bella stagione.
Un’altra motivazione tecnica
Sappiamo che la pelle più scura richiede maggiore attenzione nel settaggio dei parametri del laser.
Questo significa che anche la pelle abbronzata andrà trattata con più cautela, cosa che in autunno/inverno non si verifica (salvo chi ha la fortuna di andare in vacanza ai Caraibi durante la stagione fredda!)
Vedi anche “Variabili che influenzano i risultati”
da admin | Ott 10, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Durante i nostri corsi sul laser, ancora oggi che la ricerca da anni ha dato una risposta più che esaustiva, riscontriamo che la maggior parte degli operatori non eseguono il trattamento laser su soggetti che assumono farmaci fotosensibilizzanti: corticosteroidi topici, antistaminici, antibatterici topici, etc.
Ma sarà corretto?
Se si ha ben chiaro come agisce il laser, e cosa stimola una risposta cutanea alle radiazioni, non si dovrebbero avere dubbi, eppure non è sempre così.
Chiariamo il punto: i farmaci fotosensibilizzanti, come dice la parola stessa (FOTO=LUCE) reagiscono ad una luce, più precisamente ad una lunghezza d’onda che va dai 320 ai 400 nm, raggio d’azione a cui appartengono senza dubbio i raggi UV. Ma il laser no!
I laser per epilazione però vanno ben aldilà dello spettro visibile, quelli che possiamo utilizzare in estetica in Italia dagli 800 nm in su (nell’immagine sottostante vediamo uno schema delle varie lunghezze d’onda).
Gli studi scientifici che ne parlano esistono da oltre un decennio, sono pubblicati su tutti i portali di riferimento della ricerca ufficiale; lo stesso centro della farmacovigilanza italiano nel 2012 ha pubblicato l’elenco dei farmaci fotosensibilizzanti/fototossici indicando la lunghezza d’onda che determina una reazione avversa:
“Le reazioni avverse da farmaco da fotosensibilità vengono classificate come fotodermatiti primarie, ossia reazioni esagerate a dosi solitamente innocue di radiazioni nel range dell’ultravioletto e del visibile. La maggior parte dei farmaci fotosensibilizzanti presenta uno spettro d’azione che generalmente si trova nel range degli UVA (320-400 nm) e a volte degli UVB (290-320 nm).”*

Pertanto e l’assunzione di questi farmaci generalmente non sarà un problema per chi si sottopone al trattamento di epilazione laser.
Questo non significa ovviamente che chi ha delle patologie può farlo a cuor leggero. Ecco perché è di fondamentale importanza eseguire un’attentissima disamina, compilarla per iscritto e farla firmare al cliente insieme al consenso informato, dopo averglielo illustrato. E se vengono assunti farmaci è SEMPRE obbligatorio in consenso scritto del medico.
Ricordiamo che alcuni farmaci, come ad esempio il cortisone se usato per lungo periodo, o l’isotretinoina, possono comunque generare risposte indesiderate da parte della pelle trattata con il laser.
Non ci stancheremo mai di dirlo: il laser è un dispositivo estremamente complesso, per il quale la formazione costante dell’operatore è indispensabile, i nostri clienti lo sanno bene.
Attingi sempre e solo a fonti scientifiche ufficiali e studi pubblicati.
Fonti: PUBMED DOI:10.1007/s10103-014-1553-0. – * www.farmacovigilanza.eu – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24590242/
Vedi anche “Quanto distanziare le sedute laser”
da admin | Set 27, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Il laser è una tecnologia complessa, meravigliosa per certi versi ma sicuramente non facile da utilizzare e non basta un corso di un paio d’ore per apprenderne tutte le dinamiche.
Spesso veniamo contattati da Centri estetici che, pur avendo buoni macchinari, non riescono ad ottenere risultati soddisfacenti.
La formazione è fondamentale, e riguarda non soltanto l’operatività in senso stretto, ma anche la conoscenza delle variabili che influenzano i risultati e dalla capacità di gestione delle stesse.
Protocolli standard possono andare bene in alcuni casi ma non in altri.
Vari fattori possono influenzare gli esiti, come ad esempio:
- Posizione dei peli: i peli ascellari e pubici rispondono meglio dei peli sulle estremità e sul torace
- Colore della pelle e dei peli: la pelle chiara con peli scuri ottiene i migliori risultati a causa della scarsa presenza di melanina nella pelle che è presente invece in abbondanza nel pelo e assorbirà l’energia laser conducendola nel follicolo pilifero con rischi di effetti collaterali minori.
- Densità pilifera: un posizionamento di peli fitto richiede una quantità di energia (fluenza) decisamente inferiore rispetto ad un’area dove il numero di peli è ridotto
- Tipologia di peli: follicoli multigemini, peli spessi, sottili, tendenti al rosso, incarniti, vanno trattati sempre con impostazioni specifiche
- Fase di crescita dei peli: i peli in fase anagen sono gli unici che avranno un buon risultato e sono circa il 20-30% del visibile
- Tipologia di laser: gli algoritmi del macchinario e la lunghezza d’onda, ad esempio
- Stato ormonale: patologie e sensibilità dei tessuti bersaglio
- Soglia del dolore: se troppo bassa l’energia utilizzata non sarà sufficiente
- Protocolli operativi: sono la base del nostro lavoro
- Protocolli domiciliari: una pelle ben preparata risponde meglio al trattamento
- Preparazione e professionalità dell’operatore: senza queste non si va da nessuna parte
Come migliorare i risultati?
Soltanto un’ottima formazione ti aiuterà a performare sempre meglio.
L’epilazione laser viene studiata da oltre 40 anni, i protocolli operativi cambiano continuamente. Aver fatto un corso anche solo pochi anni fa non è sufficiente, perché le nuove scoperte aprono nuovi orizzonti e si creano nuove, se non ti aggiorni resti indietro.
Per aggiornamento non intendiamo saltare da un gruppo Facebook a Instagram dove chiunque scrive le proprie opinioni quasi sempre basate sul sentito dire.
Attingi sempre e solo a fonti scientifiche ufficiali e studi pubblicati.
Vedi anche “Quanto distanziare le sedute laser”