Metodi alternativi al laser

Metodi alternativi al laser

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Metodiche di epilazione/depilazione alternative al laser

La depilazione e l’epilazione fanno parte della normale beauty routine di quasi tutte le donne.

Esistono tanti metodi per rimuovere i peli superflui, alcuni permanenti o definitivi, altri solo temporanei, con l’obiettivo primario di rendere la pelle liscia e vellutata.

Vediamo pro e contro dei vari trattamenti

Ceretta

Come funziona: La cera viene spalmata sulla pelle con una spatola, quindi coperta con strisce a cui aderisce. Quando la cera si raffredda si procede con lo strappo asportando i peli.

Alcuni tipi di cera possono essere rimossi senza strisce.

Ideale per: tutte le aree corporee

Durata: 3-6 settimane

Possibili effetti collaterali: arrossamenti, scottature, peggioramento capillari, follicoliti.

 

Crema epilatoria

Come funziona: dissolvono le proteine che compongono i peli.

Ideale per: gambe, ascelle e zona bikini. Esistono formule speciali per il viso, ma a volte non funzionano bene sui peli più spessi.

Quanto dura: da un paio di giorni a un paio di settimane.

Possibili effetti collaterali: se il tempo di posa viene superato possono comparire irritazioni cutanee, non sempre di lieve entità.

 

Pinzetta

Come funziona: estrai i singoli peli dalla radice con una pinzetta.

Ideale per: piccole aree del viso.

Durata: 3-8 settimane

Possibili effetti collaterali: se i peli si spezzano, potrebbero ricrescere sotto pelle, causando peli incarniti.

 

Rasoio

Come funziona: i peli vengono tagliati con una lama al suo passaggio. Possono essere rasati a livello dell’epidermide o un po’ più lunghi.

Ideale per: tutto il corpo

Durata: 1-2 giorni

Possibili effetti collaterali: potrebbero manifestarsi follicoliti e peli incarniti.

 

Laser

Come funziona: tramite il principio della fototermolisi selettiva vengono distrutte le cellule germinative del pelo ed il follicolo 

Ideale per: tutto il corpo

Durata: da uno a due mesi

Possibili effetti collaterali: arrossamenti, macchie, raramente bruciature. Rimane al momento il trattamento più efficace per un’epilazione permanente duratura

 

Elettrolisi/termolisi

Come funziona: un ago penetra nel follicolo pilifero e distrugge la radice del pelo (vedi elettrolisi).

Ideale per: aree piccole e per i peli bianchi e rossi, che non possono essere trattati con il laser. 

Durata: un paio di settimane

Possibili effetti collaterali: arrossamenti, bruciature e cicatrici

CONCLUSIONI

Nel caso di elettrolisi/termolisi e laser i possibili effetti collaterali dipendono quasi esclusivamente dalla perizia dell’operatore.

Come si evince nulla batte in termini di risultati e di comfort il trattamento epilatorio con il laser.

Se nonostante tu abbia lo proposto alle tue clienti ancora non lo stanno facendo, forse stai sbagliando qualcosa.

CONTATTACI per una consulenza gratuita

 

 

Vedi anche “L’epilazione laser è dolorosa?”

Epilazione laser e dolore

Epilazione laser e dolore

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Epilazione laser e dolore

Il trattamento di epilazione laser è doloroso?

Cosa si deve sentire

Il laser per epilazione funziona attraverso il meccanismo della fototermolisi selettiva, ovverosia attraverso un calore generato dal raggio laser che, scaldando il tessuto, arriva ad inattivare le cellule germinative del pelo (vedi > fototermolisi).

Per questo motivo quando lavoriamo in modalità multispot (frequenza da 5 Hz a salire) si sente una sensazione di calore intenso, mitigata dal raffreddamento della punta del manipolo che è a contatto con la pelle. Arriviamo a circa 60° sottocute, se ne percepiranno così meno della metà.

Se si lavora con una frequenza bassa (spot singolo, 1 Hz) si può sentire un leggero pizzicore in alcuni punti.

 

Posso anestetizzare la parte?

Utilizzare creme anestetiche locali è vietato per l’estetista, che non può assolutamente far uso di farmaci all’interno del centro estetico.

Ma soprattutto è sconsigliabile, in quanto il feedback del cliente è fondamentale per settare correttamente i parametri del laser. Una sensazione attenuata darebbe un riscontro sfalsato e non attendibile, con un elevato rischio di provocare ustioni.

Se non lo sopporto?

La soglia del dolore è molto soggettiva. Bisogna sempre distinguere tra dolore e sensazione intensa.

Nei nostri corsi diciamo sempre che, quantificando da 1 a 10 la percezione ricevuta, se con valore 1 non si avverte nulla e con valore 10 non si sopporta, la misura giusta è 8, forte ma assolutamente tollerabile.

Parametri troppo bassi, che ovviamente non generano sensazioni di alcun tipo, generalmente non ottengono risultati efficaci.

Il nostro laser ha un ottimo sistema di raffreddamento proprio per attenuare il più possibile ogni fastidio.

Se hai dubbi di qualsiasi genere contattaci

 

Vedi anche “Epilazione laser e integratori”

Epilazione laser e integratori

Epilazione laser e integratori

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Epilazione laser e integratori

Gli integratori contro la caduta dei capelli possono interagire con il laser. Cosa dice la scienza?

Cosa può avvenire

Gli integratori che contrastano la caduta dei capelli ne stimolano la ricrescita e ne rallentano la caduta.

Pertanto è possibile che si manifesti un incremento nella crescita anche dei peli corporei finché questi integratori vengono assunti.

I tocotrienoli appartengono alla famiglia della vitamina E e sono noti per essere potenti antiossidanti. Pertanto, è stato condotto uno studio per indagare l’effetto dell’integrazione di tocotrienolo sulla crescita dei capelli in volontari affetti da caduta dei capelli.

 

Quali integratori possono interagire con il laser

Il Minoxidil, che è un farmaco, se somministrato per via orale (Loniten, 5 mg) annovera tra gli effetti collaterali indicati sul bugiardino, “un aumento della crescita dei peli, soprattutto sul viso. Questo effetto generalmente regredisce dopo 1-6 mesi dalla fine del trattamento.”

Da un lato potrebbe essere positivo per noi, poiché allunga la durata della fase anagen, ma dall’altra, stimolando la crescita di nuovi peli/capelli, peggiora temporaneamente la situazione in termini quantitativi.

Altri integratori utilizzati contro l’alopecia possono essere i tocotrienoli e tocoferoli, che appartengono alla famiglia della vitamina E, noti per essere potenti antiossidanti, biotina, zinco, cartilagine di squalo e omega 3.

Ancora si sta studiando se possano inficiare il buon esito delle sedute laser, teniamo monitorati i portali della ricerca in attesa di riscontri pubblicati ufficialmente. 

Con la nostra esperienza diretta sul campo in effetti abbiamo riscontrato che le persone che assumono questi integratori hanno necessità di effettuare più sedute laser, mentre quando interrompono la durata del trattamento la risposta rientra negli standard. 

Per questo sarebbe bene sospenderne l’assunzione finché si esegue il trattamento laser o avvisare che saranno necessarie più sedute.

Fonti:

https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_000040_024756_FI.pdf&sys=m0b1l3

PMID: 24575202 PMCID: PMC3819075

 

Vedi anche “Epilazione laser del sopracciglio

Epilazione laser del sopracciglio

Epilazione laser del sopracciglio

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Epilazione laser del sopracciglio

Sono ormai diversi anni che ci si interroga sull’opportunità o meno di trattare la zona del sopracciglio.

Abbiamo reperito alcuni studi che riferiscono sporadici problemi in pazienti che si sono sottoposti a questo trattamento. 

Studio n. 1

Una donna bianca di 29 anni si è presentata per un secondo parere per dolore all’occhio sinistro, visione offuscata e fotofobia. Sei settimane prima, aveva ricevuto l’epilazione laser delle sopracciglia con un laser a diodi da 800 nm (LightSheer; Lumenis). Durante la seduta, l’assistente medico ha rimosso la protezione oculare in metallo per una migliore esposizione, subito dopo il paziente ha sviluppato dolore agli occhi e visione offuscata. Inizialmente è stata trattata per l’irite acuta con difluprednato, 4 volte al giorno, per poi ridursi gradualmente a una volta al giorno, con un miglioramento minimo dei sintomi. Il paziente ha riferito una revisione negativa dei sistemi e ha negato viaggi recenti, traumi, uso di antibiotici o gravidanza. 

Il suo esame era degno di nota per l’acuità visiva corretta al meglio di 20/20 UO, pigmento e bagliore della camera anteriore (AC) nell’occhio sinistro e irregolarità dell’iride, tra cui diminuzione della reattività dell’iride, difetti di transilluminazione peripupillare e sinechie posteriori . Presentava una lieve asimmetria della pressione intraoculare (IOP) di 12 mm Hg OD e 17 mm Hg OS.

 

Studio n. 2

Sono riportati casi clinici di tre pazienti con dolore oculare e fotofobia in seguito all’epilazione laser della regione delle sopracciglia. La visita oculistica comprendeva l’acuità visiva, l’esame con lampada a fessura, la tonometria e la fundoscopia. Il periodo di follow-up è stato di 3 mesi.

Ogni paziente presentava iperemia congiuntivale in uno o entrambi gli occhi e nelle cellule pigmentarie della camera anteriore. Un paziente presentava sinechie posteriori, che non rispondevano al trattamento.

Conclusioni: l’epilazione laser delle sopracciglia può causare uveite anteriore e danni irreversibili all’iride.

Studio n. 3

Singolo caso interventistico.

Una donna di 27 anni con una storia di epilazione laser bilaterale delle sopracciglia lamentava pupille ovali, ridotta acuità visiva e fotofobia immediatamente dopo l’epilazione laser di entrambe le regioni della palpebra superiore. Sono stati eseguiti i seguenti esami: acuità visiva, esame con lampada a fessura, riflesso pupillare alla luce, perimetria, tonometria, gonioscopia e fondoscopia con lenti a contatto. Il periodo di follow-up è stato di 9 mesi.

Principali misure di esito:acuità visiva, pressione intraoculare, infiammazione e distorsione pupillare.

Risultati: le sue migliori acuità visive di base erano 20/25 (a destra) e 20/40 (a sinistra). L’esame ha mostrato corectopia bilaterale con atrofia dell’iride superiore, ammasso dello stroma dell’iride sul margine pupillare e residui di pigmento nella camera inferiore. Una cataratta si è sviluppata nelle regioni subcapsulari anteriori delle lenti.

Conclusioni: l’epilazione laser della palpebra può provocare cataratta irreversibile e atrofia dell’iride.

 

Studio n. 4

Due casi di complicanze oculari secondarie all’epilazione delle sopracciglia assistita con laser a diodi. 

Entrambi i pazienti inclusi erano donne sottoposte a procedura di epilazione delle sopracciglia con laser a diodi. Poche ore dopo l’intervento hanno iniziato a lamentare fotofobia e visione offuscata. È stata loro diagnosticata un’uveite acuta anteriore e trattati con steroidi topici e midriatici. Nel corso del follow-up è stata confermata la presenza di postumi derivanti dalla procedura laser (midriasi e corectopia in entrambi i pazienti, cataratta nel secondo). 

Conclusioni: la depilazione laser delle sopracciglia può causare danni irreversibili agli occhi. Sono obbligatorie informazioni complete e affidabili sui potenziali effetti collaterali di questa procedura e sull’uso corretto di dispositivi di sicurezza adeguati. Sottolineiamo l’importanza dei potenziali effetti collaterali oculari associati a questi dispositivi cosmetici.

In conclusione

Come sempre raccomandiamo cautela nell’uso del laser e formazione continua. 

Si tratta di una tecnologia meravigliosa che può dare grandi soddisfazioni se usata correttamente.

Fonti:

JAMA Ophthalmol. 2018;136(12):1408-1409. doi:10.1001/jamaophthalmol.2018.2311

S Shulman 1, Io Bichler – PMID: 19218989 – DOI: 10.1038/occhio.2008.436

Tobias M. Herbold 1, Holger Busse , Constantin E Uhlig – PMID: 16139667 DOI: 10.1016/j.ophtha.2005.03.032

A Carrancho Garcia 1, A Garrote Llordén 1, M Cordero Coma  – PMID: 35248400 DOI: 10.1016/j.oftale.2020.09.009 – Copyright © 2020 Sociedad Española de Oftalmología. Pubblicato da Elsevier España, SLU Tutti i diritti riservati.  

Vedi anche “Epilazione laser e vitiligine”

Epilazione ascella, pro e contro

Epilazione ascella, pro e contro

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Epilazione della regione ascellare, pro e contro

Il trattamento di epilazione laser dell’area ascellare è uno dei più richiesti, anche perché sono necessarie poche sedute per ottenere un ottimo risultato.

Alcune persone hanno manifestato degli effetti collaterali che la Scienza ha voluto approfondire per spiegarne le cause.

In primis analizziamo un dato: nel 2004, sul Journal of American Academy of Dermatology è stato pubblicato uno studio epidemiologico nazionale, effettuato su ben 150.000 persone per  valutare l’impatto della sudorazione sulle persone affette da iperidrosi ascellare. Il sondaggio si basava su una domanda che chiedeva se i partecipanti sperimentassero una sudorazione eccessiva o anormale/insolita, hanno risposto il 64% degli intervistati.

Le stime sulla prevalenza dell’iperidrosi fornite da questa indagine indicano che questa malattia colpisce una percentuale di individui negli Stati Uniti molto più ampia di quanto si pensasse in precedenza (7,8 milioni di individui ovvero il 2,8% della popolazione). Circa la metà di questi individui, l’1,4%, soffre di iperidrosi ascellare e un’ampia percentuale (1,3 milioni di individui, ovvero lo 0,5% della popolazione) presenta una sudorazione appena tollerabile, che può provocare disagi professionali, emotivi, psicologici, sociali e fisici.

Questa premessa è necessaria per capire quante persone potrebbero essere, almeno potenzialmente, interessate a risolvere le problematiche sopra citate.

Quali conseguenze si possono avere?

Un recente studio clinico effettuato su 60 donne ha analizzato l’effetto dell’epilazione laser  sulla normale flora microbica nella regione ascellare.

Sono stati formati due gruppi, entrambi composti da 30 donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni, fototipo Fitzpatrick III.  Per tutta la durata del test è stato loro vietato l’uso di deodoranti, prodotti detergenti antifungini o antibatterici nelle regioni ascellari.

Il primo gruppo è stato sottoposto all’epilazione laser, il secondo era costituito da persone che si recavano in clinica per altri motivi. Entrambi i gruppi  e hanno accettato di fare analizzare i tipi di ceppi batterici alla prima visita, dopo tre e sei mesi.

Cosa è successo?

Il risultato è stato sorprendente: l’odore sgradevole è migliorato ben del 63% dopo l’ultima sessione laser.

La concentrazione di tutti i ceppi batterici è diminuita nel gruppo di intervento, ad eccezione dello Staphylococcus epidermidis che era significativo.

Nel gruppo di controllo (coloro che non effettuavano il laser), non si è verificata alcuna diminuzione significativa di alcun ceppo batterico ed è aumentata anche la prevalenza di più ceppi, tra cui Staphylococcus aureus e S. epidermidis.

Ovviamente in estetica non ci azzardiamo minimamente ad effettuare alcuna terapia, ma è interessante osservare, e soprattutto essere consapevoli, come e quanto questo effetto collaterale possa portare giovamento ai nostri clienti.

Lo studio è stato effettuato con un laser ad alessandrite da 755 nm.

Gli stessi ricercatori specificano che l’effetto del laser sui diversi ceppi batterici cambia e può dipendere dalla quantità di energia, dalla lunghezza d’onda, dalle caratteristiche dell’area trattata e anche dalle proprietà strutturali della membrana del microrganismo stesso

In un altro articolo, pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology nel 2011, si parla di uno studio che afferma di aver riscontrato su quattro pazienti (non sono tanti, ma come detto è un effetto collaterale non molto comune) sottoposti a sedute laser a diodi con cadenza mensile, una riduzione quasi del 100% dell’iperidrosi e, con esami istologici, hanno rilevato alterazioni degenerative delle unità eccrine. Concludono affermando che questo comprova che il laser a diodi riduce la sudorazione ascellare.

In tutti questi anni abbiamo avuto una conferma anche noi, che ricercatori ovviamente non siamo, grazie all’esperienza di più clienti che ci hanno riferito di aver avuto questo giovamento nelle persone da loro trattate.

Ci sono anche dei “contro”?

Sì, non sono affatto comuni, ma possono esserci, ed è bene conoscerli per sapere anche come gestirli, durante i nostri molteplici corsi talvolta anche quest’altra esperienza è stata riportata.

Uno dei possibili effetti collaterali del laser è l’esatto opposto: si possono manifestare iperidrosi (aumento della sudorazione) e bromidrosi (sudore maleodorante) dopo il trattamento dell’area ascellare  (talvolta anche della zona inguinale).

Si tratta di un effetto piuttosto raro, quasi sempre reversibile.

In alcuni studi, realizzati circa un decennio fa, si conviene che l’iperidrosi è significativamente meno frequente nei pazienti di fototipo III e IV rispetto a quelli con fototipo II e V.

Uno studio osservazionale di coorte, effettuato in un singolo centro, durato ben 30 mesi, ha analizzato 30 pazienti che riferivano iperidrosi e/o bromidrosi dopo il percorso di epilazione laser nell’area ascellare. La reversibilità spontanea si è verificata solo nel 20% dei casi, gli altri pazienti sono tornati alla normalità dopo una terapia con cloruro di alluminio applicato localmente. Al termine dello studio è risultato che 23 pazienti su 30 sono tornati alla normalità. Lo studio conclude così:  “Sembra che l’iperidrosi ascellare e la bromidrosi, post epilazione laser, regrediscano spontaneamente o dopo l’uso di un antitraspirante topico”

Per quanto riguarda la nostra esperienza diretta, il ripristino delle  normali funzionalità è avvenuto interrompendo il trattamento. Poiché l’area ascellare richiede poche sedute per arrivare all’obiettivo, tutti i clienti hanno deciso di terminare il ciclo di epilazione.

È possibile prevenire questo effetto collaterale?

Non è possibile farlo,  per il semplice fatto che si tratta di una reazione soggettiva all’insulto termico portato nei tessuti.

Se la Scienza ci darà altre risposte saremo i primi a divulgarle.

Fonti: Fazel Z, Majidpour A, Behrangi E, Fathizadeh S, Nokandeh M, Atefi N, et al. Utilizzo del laser per la depilazione nella regione ascellare e suo effetto sulla normale flora microbica. J Laser Med Sci . 2020;11(3):255-261. doi:10.34172/jlms.2020.43 – PMCID: PMC7369557 – PMID: 32802284; PMID: 23887660 – DOI: 10.1007/s10103-013-1404-4; doi.org/10.1016/j.jaad.2010.09.698; doi.org/10.1016/j.jaad.2003.12.040

Vedi anche “iperpigmentazione post laser”

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