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Anestetici locali vietati

Anestetici locali vietati

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Laser e anestetici topici

Se raffreddare la pelle può essere utile per rendere più confortevole il trattamento laser, ci sono dei limiti normativi e tecnici che è bene conoscere e non sottovalutare.

Cosa dice la legge

Il D.M. 206/2015, che norma le tecnologie da utilizzare in estetica, nella scheda 21B, nella sezione in cui parla delle modalità di applicazione del laser, dice testualmente: “utilizzare un sistema di raffreddamento della cute, che si può sviluppare attraverso il contatto di una parete fredda, sia utilizzando aria e/o spray criogeno, sia mediante un opportuno strato di gel freddo o prodotto equivalente.”

Vediamo quindi come comportarci.

Raffreddamento col manipolo

Utilizzare il raffreddamento per diminuire il disagio di un calore eccessivo è molto utile, ma è fondamentale prestare la massima attenzione a non esagerare.

Annientare completamente la sensibilità cutanea è molto pericoloso, poiché la persona trattata non sarà in grado di avvisare qualora il calore fosse troppo intenso, alzando così inevitabilmente il rischio di bruciature o altri danni (vedi articolo specifico “Manipolo troppo freddo).

Spray criogeno, gel o prodotto equivalente

Esistono in commercio alcuni prodotti cosmetici che possono essere utilizzati per generare freddo, generalmente si tratta di gel. Tecnicamente è preferibile utilizzare il sistema precedente, ma anche questo metodo può essere utile per diminuire il discomfort del trattamento laser. Ma ci si deve limitare a questo, solo ad un cosmetico.

E l’anestetico?

L’anestetico topico generalmente è un prodotto in crema che contiene questi principi attivi, singoli o associati: Benzocaina, Prilocaina HCl, Tetracaina HCL e Lidocaina. Raramente si possono verificare reazione allergiche o anafilattoidi associate all’uso di queste sostanze; ricorda che gli anestetici sono classificati come farmaci.

Non sono cosmetici, e, in quanto tale, non possono essere utilizzati dall’estetista, su questo non ci sono dubbi, non ci sono interpretazioni che tengano. 

La legge 1/90, nell’art, 1 comma 2, dice chiaramente che l’estetista può lavorare utilizzando apparecchi  elettromeccanici  per uso  estetico  e con “l’applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali dalla legge 11 ottobre 1986, n. 713.”

Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità è scritto che “i farmaci che inducono l’anestesia, detti anestetici, vengono utilizzati durante gli interventi chirurgici, o altre procedure mediche, per rendere insensibili alcune parti del corpo o per generare uno stato di sonno artificiale.

Se è vero che utilizzare un farmaco è vietato, contravvenire a questa indicazione significa NON RISPETTARE LA LEGGE.

Cosa succede se provoco un danno?

Se hai lavorato senza rispettare la normativa è ovvio che sei passibile di denuncia da parte di chi ha subito un danno (ma non solo, anche di qualche concorrente che decide di segnalarti alle autorità) e sanzioni.

Inoltre, ricorda che nessuna assicurazione ti potrà supportare rifondendo economicamente la cliente danneggiata.

Perché mai andare a cercare una serie di problemi che si possono evitare semplicemente lavorando con dei protocolli corretti?

Fonti:

https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/anestesia-locale#usi-degli-anestetici-locali

Disciplina dell’attivita’ di estetista. (GU Serie Generale n.4 del 05-01-1990)

Vedi anche “Laser e peli rossi”

Laser e peli rossi

Laser e peli rossi

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Laser e peli rossi

L’epilazione laser è una delle tecniche più efficaci per la rimozione permanente dei peli superflui.

La luce laser colpisce il follicolo pilifero, danneggiandolo e impedendo la crescita futura dei peli, ma è bene sapere che non tutti rispondono ugualmente bene a questo trattamento.

Questo articolo esplora i motivi per cui l’epilazione laser è meno efficace, se non impossibile, sui peli rossi.

Principi di Fototermolisi Selettiva

L’epilazione laser si basa sul principio della fototermolisi selettiva. Il laser emette una luce con una specifica lunghezza d’onda che viene assorbita dalla melanina, il pigmento responsabile del colore del pelo. Quando il raggio laser viene assorbito dalla melanina, la sua energia si trasforma in calore, che danneggia il follicolo pilifero denaturando le proteine che lo costituiscono, senza intaccare la pelle circostante.

Questo processo riduce la capacità del follicolo di produrre nuovi peli.

Tipi di melanina

Esistono due tipi principali di melanina: eumelanina e feomelanina. L’eumelanina è il pigmento dominante nei peli scuri (neri e marroni), mentre la feomelanina è prevalente nei peli biondi e rossi.

 

Perché il laser non è efficace sui peli rossi?

Il laser per l’epilazione è progettato per colpire l’eumelanina. La Scienza ci dice che questo tipo di melanina assorbe efficacemente la luce del laser, permettendo la conversione in calore necessario per distruggere il follicolo pilifero. 

Al contrario, la feomelanina dei peli rossi non assorbe la luce laser con la stessa efficacia. Questo significa che i peli rossi non si riscaldano abbastanza per danneggiare i follicoli piliferi, rendendo il trattamento inefficace.

Oltre alla differenza nell’assorbimento della luce, i peli rossi tendono anche ad avere una minore concentrazione di melanina rispetto ai peli scuri. Questo riduce ulteriormente la capacità del laser di generare il calore necessario per danneggiare il follicolo.

Quindi si escludono a priori i trattamenti le persone con capelli/peli rossi?

Non esattamente.

Quando non si ha la certezza di trovarsi davanti ad una persona con peli ricchi di feomelanina, è bene analizzare con una microcamera l’area da trattare.

Potrebbe trattarsi di un “falso rosso”, che in realtà ha, magari solo in una specifica area corporea, peli castani.

Così come può accadere il contrario, soggetti castani che in realtà sono rossi.

 

 

L’importanza del check-up iniziale

Per evitare ogni genere di problematica e dare aspettative sbagliate, è bene dedicare tutto i tempo necessario ad un check-up accurato PRIMA di iniziare ad eseguire qualsiasi trattamento.

Fonti:

Gadberry, C.  “Laser hair removal for lighter skin types with non-pigmented or light hair: an investigation and clinical evaluation.” Lasers in Surgery and Medicine, 40(5), 324-327

Ross, E.V., Ladin, Z., Kreindel, M., & Dierickx, C.  “Theoretical considerations in laser hair removal.” Dermatologic Clinics, 23(1), 69-85

 

Vedi anche “Laser e peli bianchi”

Laser e peli bianchi

Laser e peli bianchi

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Laser e peli bianchi

L’epilazione laser è una procedura estetica ampiamente usata per la rimozione permanente, e quindi duratura, dei peli superflui. Tuttavia, la sua efficacia sui peli bianchi è una sfida significativa, poiché questi sono privi di melanina, il principale cromoforo per l’assorbimento dell’energia laser. Esploriamo le difficoltà dell’epilazione laser sui peli bianchi, le tecniche alternative emergenti e le possibili soluzioni per migliorare i risultati.

Principi di Fototermolisi Selettiva

penetrazione laser

La fototermolisi selettiva è un principio fondamentale nel campo della dermatologia laser, sviluppato da R. Rox Anderson e John A. Parrish nel 1983. Questo concetto ha rivoluzionato l’uso del laser in medicina, permettendo trattamenti più sicuri ed efficaci per una varietà di condizioni cutanee. La fototermolisi selettiva sfrutta le proprietà fisiche della luce e la specificità biologica dei tessuti per distruggere selettivamente bersagli specifici senza danneggiare i tessuti circostanti.

La fototermolisi selettiva si basa su due principi fondamentali:

  1. Selezione dello Spettro di Assorbimento:
    • Il tessuto bersaglio deve avere un cromoforo (una molecola che assorbe la luce) con uno spettro di assorbimento specifico, per cui il colore del raggio laser deve essere complementare del cromoforo stesso. Questo permette al laser di essere sintonizzato su una lunghezza d’onda che viene assorbita preferenzialmente dal berrsaglio, riducendo al minimo l’assorbimento da parte dei tessuti circostanti.
  2. Durata dell’Impulso:
    • La durata dell’impulso laser deve essere breve, ma sufficientemente lunga per riscaldare il cromoforo fino a causare un danno termico controllato, senza permettere al calore di diffondersi ai tessuti circostanti. Questo è definito TRT (tempo di rilassamento termico) del bersaglio, che corrisponde al tempo necessario perché il cromoforo disperda almeno il 50% del calore assorbito.

Qual è il bersaglio nell’epilazione laser?

La melanina del pelo è il cromoforo bersaglio. L’energia laser viene assorbita nello specifico dalla EUMELANINA, riscaldando e distruggendo le cellule germinative ed il bulge senza danneggiare la pelle circostante.

Quindi il laser non funziona sui peli bianchi?

La Scienza ci dice che, essendo i peli bianchi privi di melanina, fondamentale per il successo dell’epilazione laser, non assorbono efficacemente l’energia laser utilizzata per trattare i peli pigmentati, rendendo il trattamento inefficace.

E i peli rossi?

Stesso discorso, il rosso della FEOMELANINA non è un buon bersaglio per noi, il rosso non può essere complementare di sé stesso!

TECNICHE ALTERNATIVE

Le innovazioni nella tecnologia dell’epilazione laser stanno avanzando, ma rimane una necessità critica di migliorare l’efficacia dei trattamenti per i peli bianchi. L’elettrolisi offre una soluzione efficace, ma i tempi di trattamento più lunghi e la necessità di operatori qualificati ne limitano l’uso.

I fotosensibilizzatori e le combinazioni di RF e laser rappresentano approcci promettenti che richiedono ulteriori ricerche e sperimentazioni cliniche per determinare la loro efficacia e sicurezza a lungo termine, ma ad oggi siamo ancora in attessa di altre alternative o nuovi protocolli.

Fonti:

Sadick, N. S. (2004). Laser and Light Devices for the Treatment of Unwanted Hair. Clinics in Dermatology, 22(6), 480-486.

Avram, M. M., & Rogers, N. E. (2009). Laser hair removal: a review. Dermatologic Surgery, 35(12), 1705-1717.

Ross, E. V., Ladin, Z., Kreindel, M., & Dierickx, C. (2002). Theoretical Considerations in Laser Hair Removal. Dermatologic Clinics, 20(1), 69-86.

Vedi anche “Fototermolisi selettiva”

Laser e menopausa

Laser e menopausa

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Laser e menopausa

La pelle è uno dei principali bersagli degli ormoni come estrogeni, androgeni e cortisolo.

In menopausa si verificano diversi mutamenti nel corpo della donna. Normalmente l’attenzione si focalizza sui sintomi vasomotori (VMS),  ma ce ne sono altri ,non trascurabili anche dal punto di vista psicologico, altrettanto importanti: il cambiamento di pelle, capelli e peli.

I sintomi della menopausa che riguardano pelle e mucose includono secchezza, prurito, assottigliamento del derma, atrofia, rughe, rilassamento cutaneo, scarsa guarigione delle ferite e ridotta vascolarizzazione. Le lesioni cutanee precancerose e maligne, così come i segni dell’invecchiamento cutaneo, sono invece quasi esclusivamente causati da fattori ambientali, in particolare dall’esposizione alla radiazione solare.

Altri effetti possono essere una riduzione della crescita e della densità dei capelli (effluvio diffuso dovuto alla rarefazione follicolare e/o alopecia androgenetica di tipo femminile), alterazioni nella qualità e nella struttura dei capelli, e un aumento della crescita di peli superflui sul viso.

Parlando di epilazione laser, cosa ci dice la Scienza?

La terapia ormonale sostitutiva (TOS) non è raccomandata esclusivamente per trattare questi sintomi, a causa del rapporto rischio-beneficio. Tuttavia, i benefici potenziali della TOS, che vanno oltre il miglioramento dei sintomi vasomotori, includono effetti positivi su pelle, capelli e mucose.  Questi benefici dovrebbero essere discussi con le donne, affinché possano prendere decisioni informate sulla prevenzione o la gestione dei sintomi della menopausa.

Uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology  ha effettuato la prima analisi completa sui cambiamenti soggettivi dei capelli e dei peli nelle donne in post menopausa in relazione all’età.

Il sintomo più comune è stata la perdita di capelli diffusa e generalizzata, segnalata dal 26% delle donne. La caduta dei capelli nella zona frontale è stata riportata dal 9% delle donne.

L’aumento della crescita di peli sul viso è stato indicato dal 39% delle donne, con il mento come area più comune di nuova crescita (32% delle donne).

La perdita di peli sul corpo è risultata significativamente correlata all’età avanzata (P < 0,001) ed era più frequente nelle aree sensibili agli androgeni.

Sono state identificate due tipologie  distinte di soggetti:

1- donne con perdita di capelli e peli, in cui la caduta generalizzata dei capelli  era significativamente associata alla perdita di peli sul corpo e all’invecchiamento (P < 0,05)

2 – donne con perdita di capelli frontale, associata a un aumento della crescita di peli sul viso e a un’età relativamente più giovane (P < 0,05) rispetto ad altre con perdita di capelli e peli diffusa.

Come dobbiamo comportarci con il laser?

Innanzitutto bisogna effettuare una scheda di esamina corretta quando abbiamo di fronte una donna over 45, perché non è detto che non si trovi in pre-menopausa.

Dobbiamo chiedere se ha notato una perdita o aumento di peli e/o capelli, come, quando e dove, e se riporta altri cambiamenti sul suo corpo.

La modalità di utilizzo del laser sul viso è sempre con impostazione a 1 Hz  per il pelo normale/spesso  e 2 Hz per quello chiaro e/o sottile, modificando la fluenza e i millisecondi secondo i feedback ricevuti dalla cliente che stiamo trattando.

Quali aspettative dare alla cliente?

È fondamentale dare le aspettative corrette: il viso è una zona ormonale pertanto non si può, e non è corretto farlo,  prevedere poche sedute di trattamento. Se ne faranno almeno 10-15, documentando l’iter con fotografie (meglio se effettuate con la microcamera) ad ogni sessione.

E se ci sono peli bianchi?

La fototermolisi selettiva non è efficace sul pelo bianco, pertanto, per un effetto di epilazione definitiva, potranno essere trattati con termolisi o elettrolisi.

Esistono farmaci che possono aiutarci?

Come abbiamo scritto sopra, la terapia ormonale sostitutiva (T.O.S.) può aiutare a contenere l’effetto collaterale dell’irsutismo sul viso, ma non spetta a noi, che non siamo medici, prescriverla.

Esistono anche alcuni farmaci per uso topico che inibiscono gli enzimi responsabili della crescita dei peli, e che possono supportare il trattamento laser aiutandoci ad ottenere risultati migliori, cosa che ben conoscono i nostri clienti.

Conclusione

Ogni situazione particolare richiede trattamenti ed attenzioni diversi e personalizzate. 

Per questo motivo i nostri Clienti sono diversi: hanno costante supporto scientifico e formazione a vita, per poter lavorare cn efficacia ed in sicurezza.

Fonti:
British Journal of Dermatology , volume 164, numero 3, 1 marzo 2011, pagg. 508–513
PMID: 35377827 – DOI: 10.1080/13697137.2022.2050206
Doi.org/10.1080/13697137.2022.2050206

Vedi anche “Cosa succede se il manipolo è troppo freddo?”

Manipolo a contatto o no?

Manipolo a contatto o no?

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Il manipolo deve essere a contatto con la pelle?

Il manipolo del laser deve essere sempre a contatto con la pelle durante il trattamento di epilazione. 

Includiamo anche i manipoli dotati di un distanziatore, che consente di appoggiarsi alla superficie garantendo che il puntale sia sempre ad una distanza predefinita (sono pochissimi i laser che lo utilizzano, prettamente NDYag o Alessandrite) lavorando in sicurezza.

distanziatore-laser

A lato mostriamo un distanziatore applicato ad un laser medico.

Generalmente queste tipologie di laser vengono utilizzati sia per l’epilazione che per trattare rughe, lesioni pigmentate, rosacea, emangiomi teleangectasie, tatuaggi e macchie. Secondo il trattamento da eseguire e l’area su cui operare, vengono modificati tutti i settaggi, compresa la la grandezza dello spot.

I motivi per cui va mantenuto uno stretto contatto della punta del manipolo con la pelle sono diversi, e sono legati all’efficacia della seduta laser, alla sicurezza della persona trattata e al corretto funzionamento dell’apparecchiatura.

Vediamoli insieme:

1. EFFICACIA DEL TRATTAMENTO

  • Assorbimento ottimale

Il contatto diretto garantisce che l’energia del laser venga trasmessa efficacemente ai follicoli piliferi.

Il raggio laser, assorbito dalla melanina pilifera, genera un calore che danneggia le cellule responsabili della crescita dei peli (fototermolisi selettiva).

Una trasmissione non corretta ridurrebbe l’energia che raggiunge i follicoli, compromettendo i risultati.

  • Penetrazione profonda

Il contatto diretto con la pelle permette al raggio laser di penetrare più in profondità, raggiungendo meglio i follicoli piliferi. Una distanza, anche minima, può disperdere l’energia e ridurre la profondità di penetrazione.

Per questo motivo alcuni laser sono dotati perfino di un sistema vacuum, che consente avvicinare ancora di più la sorgente laser al follicolo target.

Se ci ragioniamo, la lunghezza del raggio ottiene risultati differenti cambiando un centinaio di nanometri  (un nanometro equivale a un miliardesimo di metro!), tenere il manipolo lontano anche solo mezzo centimetro sarebbe una distanza enorme.

2. SICUREZZA

  • Riduzione del rischio di ustioni

Quando il manipolo è a stretto contatto con la pelle, l’energia del laser è distribuita uniformemente sulla superficie trattata. Se la punta del manipolo è distante, l’energia potrebbe concentrarsi in aree più piccole, aumentando il rischio di ustioni o altri danni cutanei, specialmente sulle pelli più scure (fototipo 4, 5 e 6)

 

  • Manualità ridotta

Lavorare senza nessun punto di appoggio, sfiorando solamente il gel, oltre che estremamente pericoloso, è difficoltoso e scomodo per l’operatore, che lavorerebbe in modo empirico, per questo altamente sconsigliabile.

 

  • Prevenzione del disagio

Un contatto non uniforme può causare disagio alla persona trattata, poiché l’energia del laser potrebbe essere percepita in modo doloroso. Il contatto diretto aiuta a distribuire meglio il calore, riducendo il discomfort.

3. FUNZIONAMENTO CORRETTO DEL MACCHINARIO

  • Evitare riflessi e dispersioni

Il contatto diretto minimizza la dispersione dell’energia del laser nell’aria e riduce il rischio di riflessi, che potrebbero danneggiare l’apparecchiatura o rappresentare un rischio per l’operatore e per l’ambiente.

  • Efficienza energetica

La quasi totalità dei dispositivi laser è progettata per funzionare con il manipolo a contatto con la pelle. 

Questo garantisce che l’energia emessa sia utilizzata nel modo più efficiente possibile, ottimizzando l’efficacia del trattamento e prolungando la vita dell’apparecchiatura. Le uniche eccezioni, rare, sono manipoli, come già detto, dotate di distanziatore.

4. PRECISIONE DEL TRATTAMENTO

  • Targeting preciso

Il contatto diretto consente un targeting più preciso dei follicoli piliferi. Senza contatto, è più difficile garantire che l’energia del laser colpisca esattamente l’area desiderata, riducendo la precisione del trattamento.

5. MONITORAGGIO E CONTROLLO

  • Feedback in tempo reale

Il contatto con la pelle consente all’operatore di monitorare meglio la reazione della pelle durante il trattamento, permettendo di apportare eventuali regolazioni dei settaggi in tempo reale, per ottimizzare i risultati e minimizzare i rischi.

6. NORMATIVA

Lo stesso D.M. 206/2015, nella scheda 21B, che regolamenta i dispositivi laser per epilazione, scrive espressamente che può essere presente “eventualmente un sistema di controllo della distanza e dell‘area da trattare” e “garantire la non dispersione della radiazione al di fuori della zona da trattare”, cosa molto difficile da fare se si solleva il manipolo dalla pelle. 

Questo perché, senza un sistema di controllo sicuro e certificato, come un distanziatore, lavorare senza punto di appoggio, scorrendo solo sfiorando il gel, è estremamente pericoloso.

Solo il costruttore, nel manuale d’uso, può dare le istruzioni corrette per l’utilizzo del macchinario da lui prodotto, assumendosi la responsabilità di quanto dichiara. 

Nel caso specifico dell’epilazione laser, azzardare manovre non previste mette a rischio l’incolumità della persona trattata, che potrebbe denunciare l’operatore per inadeguatezza del protocollo utilizzato (in tal caso nessuna assicurazione rifonderebbe un eventuale danno)

In conclusione:

Mantenere il manipolo del laser a contatto con la pelle durante l’epilazione è essenziale per garantire un trattamento efficace, sicuro e preciso.

Questo contatto ottimizza l’assorbimento dell’energia del laser, riduce il rischio di complicazioni, e assicura che l’apparecchiatura funzioni correttamente. Inoltre, permette un controllo accurato del trattamento e una migliore esperienza per il paziente.

Per questi motivi, è fondamentale che gli operatori siano adeguatamente formati e consapevoli dell’importanza della corretta manualità e del contatto diretto durante tutta la sessione di epilazione laser.

 

Vedi anche “Cosa succede se il manipolo è troppo freddo?”

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