Nel lavoro quotidiano di un centro estetico, la pelle non è solo il tessuto su cui operiamo, ma un libro aperto. Durante un trattamento viso, un massaggio o un’epilazione, l’estetista ha un privilegio unico: osservare da vicino zone del corpo che la cliente stessa fatica a monitorare, ed è per questo che nella prevenzione dei tumori cutanei svolge un ruolo fondamentale.
Questa vicinanza offre un’opportunità straordinaria di prevenzione. Non si tratta di invadere il campo medico, ma di elevare il valore del proprio servizio, trasformando il centro estetico in un presidio di benessere e consapevolezza.
Il ruolo dell’estetista: osservare senza diagnosticare
È fondamentale tracciare un confine netto: l’estetista non fa diagnosi. La diagnosi di melanoma o basalioma spetta esclusivamente al dermatologo tramite mappatura dei nei, biopsia ed esame istologico.
Tuttavia, l’operatrice professionista agisce come una “sentinella“. Grazie alla visione privilegiata di zone “nascoste” (come schiena, cuoio capelluto, cavo popliteo, piante dei piedi) e alla frequenza mensile o addirittura settimanale degli appuntamenti, può notare evoluzioni sospette che amici o familiari potrebbero ignorare.
Cosa NON fare
Utilizzare termini clinici: evita di nominare “melanoma” o “tumore”.
Rassicurare eccessivamente: frasi come “Non è niente, stai tranquilla” sono rischiose.
Allarmare: evita toni catastrofici che possano generare panico.
Cosa FARE
Monitoraggio sistematico: inserisci l’osservazione dei nei nella tua routine di trattamento.
Suggerire con tatto: consiglia sempre un controllo specialistico per “eccesso di prudenza”.
La regola ABCDE: il tuo strumento di screening visivo
Per capire quando una formazione cutanea merita attenzione, la comunità scientifica (AIRC e associazioni dermatologiche) suggerisce la regola ABCDE. Imparala a memoria e applicala mentalmente durante ogni seduta:
Parametro
Cosa osservare
Segnale di allerta
A – Asimmetria
La forma del neo.
Le due metà del neo sono diverse tra loro.
B – Bordi
Il perimetro della macchia.
Bordi irregolari, frastagliati o “a carta geografica”.
C – Colore
L’omogeneità cromatica.
Presenza di più colori (nero, marrone, rosso, blu).
D – Dimensioni
Il diametro del neo.
Superiore ai 6 mm o in rapida crescita.
E – Evoluzione
Il cambiamento nel tempo.
Modifiche di forma, colore o comparsa di prurito/sangue.
Segnali d’allarme durante la consulenza
Oltre alla regola ABCDE, presta attenzione a questi dettagli durante la compilazione della scheda cliente o l’analisi del fototipo:
Il “Brutto Anatroccolo”: un neo che appare completamente diverso da tutti gli altri presenti sul corpo della cliente.
Lesioni persistenti: una crosticina che non guarisce o una macchia traslucida che tende a sanguinare spontaneamente.
Anamnesi: clienti con fototipo chiaro o storia familiare di tumori cutanei richiedono un occhio ancora più attento.
Comunicare con empatia e professionalità
La parte più delicata è riferire l’osservazione alla cliente senza spaventarla, ma motivandola all’azione.
Esempio di approccio:“Mentre lavoravamo sulla schiena, ho notato questa piccola macchia che mi sembra cambiata dall’ultima volta. Io non sono un medico, ma nel nostro protocollo operativo consigliamo sempre un controllo dal dermatologo per sicurezza. È solo uno scrupolo in più per la tua salute!”
Questo approccio non solo tutela la cliente, ma rafforza la sua fiducia nei tuoi confronti: percepisce che la sua salute ti sta a cuore quanto la sua bellezza.
Trasformare il centro in un alleato della prevenzione
Promuovere la salute della pelle e fare prevenzione eleva il posizionamento del tuo centro. Ecco alcune azioni pratiche:
Materiale informativo: Esponi in sala d’attesa poster o brochure sulla prevenzione solare e la regola ABCDE.
Educazione solare: Spiega sempre l’importanza dei filtri SPF, non solo al mare ma come protezione quotidiana contro l’invecchiamento e i danni cellulari.
Schede tecniche: Mantieni note (o foto, previo consenso) su eventuali inestetismi cutanei per monitorarne l’evoluzione nel tempo.
Conclusione
Il benessere estetico non può prescindere dalla salute. Essere un’estetista consapevole significa offrire un servizio che va oltre il trattamento: significa prendersi cura della persona nella sua interezza, contribuendo a salvare vite grazie a un semplice, professionale sguardo attento.
Se raffreddare la pelle può essere utile per rendere più confortevole il trattamento laser, ci sono dei limiti normativi e tecnici che è bene conoscere e non sottovalutare.
Cosa dice la legge
Il D.M. 206/2015, che norma le tecnologie da utilizzare in estetica, nella scheda 21B, nella sezione in cui parla delle modalità di applicazione del laser, dice testualmente: “utilizzare un sistema di raffreddamento della cute, che si può sviluppare attraverso il contatto di una parete fredda, sia utilizzando aria e/o spray criogeno, sia mediante un opportuno strato di gel freddo o prodotto equivalente.”
Vediamo quindi come comportarci.
Raffreddamento col manipolo
Utilizzare il raffreddamento per diminuire il disagio di un calore eccessivo è molto utile, ma è fondamentale prestare la massima attenzione a non esagerare.
Annientare completamente la sensibilità cutanea è molto pericoloso, poiché la persona trattata non sarà in grado di avvisare qualora il calore fosse troppo intenso, alzando così inevitabilmente il rischio di bruciature o altri danni (vedi articolo specifico “Manipolo troppo freddo“).
Spray criogeno, gel o prodotto equivalente
Esistono in commercio alcuni prodotti cosmetici che possono essere utilizzati per generare freddo, generalmente si tratta di gel. Tecnicamente è preferibile utilizzare il sistema precedente, ma anche questo metodo può essere utile per diminuire il discomfort del trattamento laser. Ma ci si deve limitare a questo, solo ad un cosmetico.
E l’anestetico?
L’anestetico topico generalmente è un prodotto in crema che contiene questi principi attivi, singoli o associati: Benzocaina, Prilocaina HCl, Tetracaina HCL e Lidocaina. Raramente si possono verificare reazione allergiche o anafilattoidi associate all’uso di queste sostanze; ricorda che gli anestetici sono classificati come farmaci.
Non sono cosmetici, e, in quanto tale, non possono essere utilizzati dall’estetista, su questo non ci sono dubbi, non ci sono interpretazioni che tengano.
La legge 1/90, nell’art, 1 comma 2, dice chiaramente che l’estetista può lavorare utilizzando apparecchi elettromeccanici per uso estetico e con “l’applicazione dei prodotti cosmetici definiti tali dalla legge 11 ottobre 1986, n. 713.”
Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità è scritto che “i farmaci che inducono l’anestesia, detti anestetici, vengono utilizzati durante gli interventi chirurgici, o altre procedure mediche, per rendere insensibili alcune parti del corpo o per generare uno stato di sonno artificiale.“
Se è vero che utilizzare un farmaco è vietato, contravvenire a questa indicazione significa NON RISPETTARE LA LEGGE.
Cosa succede se provoco un danno?
Se hai lavorato senza rispettare la normativa è ovvio che sei passibile di denuncia da parte di chi ha subito un danno (ma non solo, anche di qualche concorrente che decide di segnalarti alle autorità) e sanzioni.
Inoltre, ricorda che nessuna assicurazione ti potrà supportare rifondendo economicamente la cliente danneggiata.
Perché mai andare a cercare una serie di problemi che si possono evitare semplicemente lavorando con dei protocolli corretti?
L’epilazione laser è una delle tecniche più efficaci per la rimozione permanente dei peli superflui.
La luce laser colpisce il follicolo pilifero, danneggiandolo e impedendo la crescita futura dei peli, ma è bene sapere che non tutti rispondono ugualmente bene a questo trattamento.
Questo articolo esplora i motivi per cui l’epilazione laser è meno efficace, se non impossibile, sui peli rossi.
Principi di Fototermolisi Selettiva
L’epilazione laser si basa sul principio della fototermolisi selettiva. Il laser emette una luce con una specifica lunghezza d’onda che viene assorbita dalla melanina, il pigmento responsabile del colore del pelo. Quando il raggio laser viene assorbito dalla melanina, la sua energia si trasforma in calore, che danneggia il follicolo pilifero denaturando le proteine che lo costituiscono, senza intaccare la pelle circostante.
Questo processo riduce la capacità del follicolo di produrre nuovi peli.
Tipi di melanina
Esistono due tipi principali di melanina: eumelanina e feomelanina. L’eumelanina è il pigmento dominante nei peli scuri (neri e marroni), mentre la feomelanina è prevalente nei peli biondi e rossi.
Perché il laser non è efficace sui peli rossi?
Il laser per l’epilazione è progettato per colpire l’eumelanina. La Scienza ci dice che questo tipo di melanina assorbe efficacemente la luce del laser, permettendo la conversione in calore necessario per distruggere il follicolo pilifero.
Al contrario, la feomelanina dei peli rossi non assorbe la luce laser con la stessa efficacia. Questo significa che i peli rossi non si riscaldano abbastanza per danneggiare i follicoli piliferi, rendendo il trattamento inefficace.
Oltre alla differenza nell’assorbimento della luce, i peli rossi tendono anche ad avere una minore concentrazione di melanina rispetto ai peli scuri. Questo riduce ulteriormente la capacità del laser di generare il calore necessario per danneggiare il follicolo.
Quindi si escludono a priori i trattamenti le persone con capelli/peli rossi?
Non esattamente.
Quando non si ha la certezza di trovarsi davanti ad una persona con peli ricchi di feomelanina, è bene analizzare con una microcamera l’area da trattare.
Potrebbe trattarsi di un “falso rosso”, che in realtà ha, magari solo in una specifica area corporea, peli castani.
Così come può accadere il contrario, soggetti castani che in realtà sono rossi.
L’importanza del check-up iniziale
Per evitare ogni genere di problematica e dare aspettative sbagliate, è bene dedicare tutto i tempo necessario ad un check-up accurato PRIMA di iniziare ad eseguire qualsiasi trattamento.
Fonti:
Gadberry, C. “Laser hair removal for lighter skin types with non-pigmented or light hair: an investigation and clinical evaluation.” Lasers in Surgery and Medicine, 40(5), 324-327
Ross, E.V., Ladin, Z., Kreindel, M., & Dierickx, C. “Theoretical considerations in laser hair removal.” Dermatologic Clinics, 23(1), 69-85
L’epilazione laser è una procedura estetica ampiamente usata per la rimozione permanente, e quindi duratura, dei peli superflui. Tuttavia, la sua efficacia sui peli bianchi è una sfida significativa, poiché questi sono privi di melanina, il principale cromoforo per l’assorbimento dell’energia laser. Esploriamo le difficoltà dell’epilazione laser sui peli bianchi, le tecniche alternative emergenti e le possibili soluzioni per migliorare i risultati.
Principi di Fototermolisi Selettiva
La fototermolisi selettiva è un principio fondamentale nel campo della dermatologia laser, sviluppato da R. Rox Anderson e John A. Parrish nel 1983. Questo concetto ha rivoluzionato l’uso del laser in medicina, permettendo trattamenti più sicuri ed efficaci per una varietà di condizioni cutanee. La fototermolisi selettiva sfrutta le proprietà fisiche della luce e la specificità biologica dei tessuti per distruggere selettivamente bersagli specifici senza danneggiare i tessuti circostanti.
La fototermolisi selettiva si basa su due principi fondamentali:
Selezione dello Spettro di Assorbimento:
Il tessuto bersaglio deve avere un cromoforo (una molecola che assorbe la luce) con uno spettro di assorbimento specifico, per cui il colore del raggio laser deve essere complementare del cromoforo stesso. Questo permette al laser di essere sintonizzato su una lunghezza d’onda che viene assorbita preferenzialmente dal berrsaglio, riducendo al minimo l’assorbimento da parte dei tessuti circostanti.
Durata dell’Impulso:
La durata dell’impulso laser deve essere breve, ma sufficientemente lunga per riscaldare il cromoforo fino a causare un danno termico controllato, senza permettere al calore di diffondersi ai tessuti circostanti. Questo è definito TRT (tempo di rilassamento termico) del bersaglio, che corrisponde al tempo necessario perché il cromoforo disperda almeno il 50% del calore assorbito.
Qual è il bersaglio nell’epilazione laser?
La melanina del pelo è il cromoforo bersaglio. L’energia laser viene assorbita nello specifico dalla EUMELANINA, riscaldando e distruggendo le cellule germinative ed il bulge senza danneggiare la pelle circostante.
Quindi il laser non funziona sui peli bianchi?
La Scienza ci dice che, essendo i peli bianchi privi di melanina, fondamentale per il successo dell’epilazione laser, non assorbono efficacemente l’energia laser utilizzata per trattare i peli pigmentati, rendendo il trattamento inefficace.
E i peli rossi?
Stesso discorso, il rosso della FEOMELANINA non è un buon bersaglio per noi, il rosso non può essere complementare di sé stesso!
TECNICHE ALTERNATIVE
Le innovazioni nella tecnologia dell’epilazione laser stanno avanzando, ma rimane una necessità critica di migliorare l’efficacia dei trattamenti per i peli bianchi. L’elettrolisi offre una soluzione efficace, ma i tempi di trattamento più lunghi e la necessità di operatori qualificati ne limitano l’uso.
I fotosensibilizzatori e le combinazioni di RF e laser rappresentano approcci promettenti che richiedono ulteriori ricerche e sperimentazioni cliniche per determinare la loro efficacia e sicurezza a lungo termine, ma ad oggi siamo ancora in attessa di altre alternative o nuovi protocolli.
Fonti:
Sadick, N. S. (2004). Laser and Light Devices for the Treatment of Unwanted Hair. Clinics in Dermatology, 22(6), 480-486.
Avram, M. M., & Rogers, N. E. (2009). Laser hair removal: a review. Dermatologic Surgery, 35(12), 1705-1717.
Ross, E. V., Ladin, Z., Kreindel, M., & Dierickx, C. (2002). Theoretical Considerations in Laser Hair Removal. Dermatologic Clinics, 20(1), 69-86.
La pelle è uno dei principali bersagli degli ormoni come estrogeni, androgeni e cortisolo.
In menopausa si verificano diversi mutamenti nel corpo della donna. Normalmente l’attenzione si focalizza sui sintomi vasomotori (VMS), ma ce ne sono altri ,non trascurabili anche dal punto di vista psicologico, altrettanto importanti: il cambiamento di pelle, capelli e peli.
I sintomi della menopausa che riguardano pelle e mucose includono secchezza, prurito, assottigliamento del derma, atrofia, rughe, rilassamento cutaneo, scarsa guarigione delle ferite e ridotta vascolarizzazione. Le lesioni cutanee precancerose e maligne, così come i segni dell’invecchiamento cutaneo, sono invece quasi esclusivamente causati da fattori ambientali, in particolare dall’esposizione alla radiazione solare.
Altri effetti possono essere una riduzione della crescita e della densità dei capelli (effluvio diffuso dovuto alla rarefazione follicolare e/o alopecia androgenetica di tipo femminile), alterazioni nella qualità e nella struttura dei capelli, e un aumento della crescita di peli superflui sul viso.
Parlando di epilazione laser, cosa ci dice la Scienza?
La terapia ormonale sostitutiva (TOS) non è raccomandata esclusivamente per trattare questi sintomi, a causa del rapporto rischio-beneficio. Tuttavia, i benefici potenziali della TOS, che vanno oltre il miglioramento dei sintomi vasomotori, includono effetti positivi su pelle, capelli e mucose. Questi benefici dovrebbero essere discussi con le donne, affinché possano prendere decisioni informate sulla prevenzione o la gestione dei sintomi della menopausa.
Uno studio pubblicato sul British Journal of Dermatology ha effettuato la prima analisi completa sui cambiamenti soggettivi dei capelli e dei peli nelle donne in post menopausa in relazione all’età.
Il sintomo più comune è stata la perdita di capelli diffusa e generalizzata, segnalata dal 26% delle donne. La caduta dei capelli nella zona frontale è stata riportata dal 9% delle donne.
L’aumento della crescita di peli sul viso è stato indicato dal 39% delle donne, con il mento come area più comune di nuova crescita (32% delle donne).
La perdita di peli sul corpo è risultata significativamente correlata all’età avanzata (P < 0,001) ed era più frequente nelle aree sensibili agli androgeni.
Sono state identificate due tipologie distinte di soggetti:
1- donne con perdita di capelli e peli, in cui la caduta generalizzata dei capelli era significativamente associata alla perdita di peli sul corpo e all’invecchiamento (P < 0,05)
2 – donne con perdita di capelli frontale, associata a un aumento della crescita di peli sul viso e a un’età relativamente più giovane (P < 0,05) rispetto ad altre con perdita di capelli e peli diffusa.
Come dobbiamo comportarci con il laser?
Innanzitutto bisogna effettuare una scheda di esamina corretta quando abbiamo di fronte una donna over 45, perché non è detto che non si trovi in pre-menopausa.
Dobbiamo chiedere se ha notato una perdita o aumento di peli e/o capelli, come, quando e dove, e se riporta altri cambiamenti sul suo corpo.
La modalità di utilizzo del laser sul viso è sempre con impostazione a 1 Hz per il pelo normale/spesso e 2 Hz per quello chiaro e/o sottile, modificando la fluenza e i millisecondi secondo i feedback ricevuti dalla cliente che stiamo trattando.
Quali aspettative dare alla cliente?
È fondamentale dare le aspettative corrette: il viso è una zona ormonale pertanto non si può, e non è corretto farlo, prevedere poche sedute di trattamento. Se ne faranno almeno 10-15, documentando l’iter con fotografie (meglio se effettuate con la microcamera) ad ogni sessione.
E se ci sono peli bianchi?
La fototermolisi selettiva non è efficace sul pelo bianco, pertanto, per un effetto di epilazione definitiva, potranno essere trattati con termolisi o elettrolisi.
Esistono farmaci che possono aiutarci?
Come abbiamo scritto sopra, la terapia ormonale sostitutiva (T.O.S.) può aiutare a contenere l’effetto collaterale dell’irsutismo sul viso, ma non spetta a noi, che non siamo medici, prescriverla.
Esistono anche alcuni farmaci per uso topico che inibiscono gli enzimi responsabili della crescita dei peli, e che possono supportare il trattamento laser aiutandoci ad ottenere risultati migliori, cosa che ben conoscono i nostri clienti.
Conclusione
Ogni situazione particolare richiede trattamenti ed attenzioni diversi e personalizzate.
Per questo motivo i nostri Clienti sono diversi: hanno costante supporto scientifico e formazione a vita, per poter lavorare cn efficacia ed in sicurezza.
Fonti: British Journal of Dermatology , volume 164, numero 3, 1 marzo 2011, pagg. 508–513 PMID: 35377827 – DOI: 10.1080/13697137.2022.2050206 Doi.org/10.1080/13697137.2022.2050206