da admin | Dic 16, 2023 | Protocolli laser
LO SAPEVI?
Come abbiamo già scritto in un precedente articolo e come insegniamo ai nostri allievi e Clienti, una buona preparazione della pelle prima delle sedute laser per l’epilazione aiuta ad ottimizzare i risultati.
Perché un’esfoliazione preliminare è importante?
Nelle immagini sottostanti, rilevate con il nostro skin analyzer, mostriamo come si presenta una pelle prima e dopo un semplice scrub.

PRIMA DELLO SCRUB
DOPO LO SCRUB
Lo scrub è solo un pre-trattamento, a cui subito dopo dovrebbe seguire un’esfoliazione ancora più profonda con un peeling chimico non aggressivo.
Ovviamente la seduta laser non si può effettuare immediatamente, ma dopo qualche giorno, secondo l’entità del trattamento eseguito (fondamentale sapere che pH ha l’acido utilizzato).
Basta fare una sola sedute scrub + peeling prima del ciclo di trattamento?
In realtà sarebbe bene effettuarlo periodicamente, e dare alla cliente una buona crema idratante, possibilmente con un elevato fattore di protezione, per ripristinare il film idrolipidico prima possibile.
E se le mie clienti non vogliono farlo per risparmiare?
Questo accade se non hai illustrato abbastanza bene l’importanza di questi trattamenti.
Prova a spiegare che una pelle ben esfoliata ed idratata consente una maggiore e migliore penetrazione del raggio laser con conseguenti risultati più rapidi.
In termini economici significa effettuare meno, sedute, ovvero risparmio garantito.
Vedi anche “Quali cosmetici vanno associati laser”
da admin | Dic 2, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Le donne affette da ovaio policistico (PCOS) spesso manifestano irsutismo su varie parti del corpo.
Quando questo avviene nell’area del viso la persona che ne soffre vive una forma di disagio ben comprensibile, ed è per questo che, benché i risultati siano più lenti ad arrivare, il trattamento laser le consente di raggiungere una qualità di vita decisamente migliore.
Cosa dice la Scienza?
Uno studio randomizzato e controllato eseguito nel Regno Unito ha approfondito l’argomento per valutare l’impatto del trattamento laser sulla gravità dell’irsutismo facciale e sulla morbilità psicologica nelle donne con PCOS.
Sono stati eseguiti cinque sessioni confrontando i risultati ottenuti con trattamenti ad alta fluenza (“gruppo di intervento”) rispetto ad altrettanti a bassa fluenza (“gruppo di controllo”) per un periodo di sei mesi presso un ospedale universitario del Servizio Sanitario Nazionale.
I soggetti erano 88 donne con irsutismo facciale dovuto a PCOS reclutate da ambulatori ospedalieri e da un gruppo di supporto pazienti.
I principali risultati erano la gravità auto-riferita dei peli del viso (misurata su una scala da 1 a 10), depressione, ansia (misurata sulla Hospital Anxiety and Depression Scale) e qualità della vita (misurata sul WHOQOL-BREF).
Quali risultati hanno ottenuto?
La gravità auto-riferita riguardo i peli del viso nel gruppo di intervento (n = 51) è scesa da 7,3 a 3,6 nel periodo di studio di 6 mesi; per il gruppo di controllo (n = 37) i punteggi corrispondenti erano 7,1 e 6,1. Il cambiamento è stato significativamente maggiore nel gruppo di intervento [ancova F((1,83)) = 24,5, P <0,05].
Il tempo auto-riferito dedicato alla depilazione è diminuito da 112 a 21 minuti a settimana nel gruppo di intervento e da 92 a 56 minuti nel gruppo di controllo [F((1,80)) = 10,2, P </= 0,05]. I punteggi medi della depressione sono scesi da 6,7 a 3,6 nel gruppo di intervento, rispetto a 6,1-5,4 nel gruppo di controllo [F((1,83)) = 14,7, P <0,05].
Un cambiamento simile è stato osservato per i punteggi medi dell’ansia: intervento da 11,1 a 8,2, controllo da 9,6 a 9,3 [F((1,84)) = 17,8, P <0,05].
Anche la qualità psicologica della vita è migliorata maggiormente nel gruppo di intervento, da 49,6 a 61,2 rispetto a 50,1-51,5 nel gruppo di controllo [F((1,84)) = 10,9, P <0,05].
Conclusione
Il trattamento laser sembra ridurre la gravità dell’impatto di un irsutismo sul viso e anche del tempo dedicato alla depilazione, oltre ad alleviare la depressione e l’ansia nelle donne con PCOS.
Questi risultati suggeriscono che dovrebbero essere prese in considerazione modalità per rendere questo metodo di depilazione più ampiamente disponibile per le donne con irsutismo facciale.
L’utilizzo di una fluenza più alta, come dimostrato, darà sicuramente maggiori risultati, calibrando correttamente anche la frequenza e la larghezza dell’impulso.
I protocolli operativi, come ribadiamo sempre, sono fondamentali, ed è quello su cui lavoriamo e studiamo ogni giorno per l’ottenimento di risultati soddisfacenti e sempre migliori.
Fonte: PMID: 15888157 DOI: 10.1111/j.1365-2133.2005.06426.x
Vedi anche “Macchie e laser”
da admin | Nov 14, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Un effetto collaterale assai diffuso che si manifesta dopo una o più sedute epilazione tramite laser, è una iperpigmentazione dell’area trattata.
Non sempre è un errore dell’operatore: una pelle particolarmente reattiva può produrre un eccesso di melanina localizzato per difendersi dall’insulto termico ricevuto.
Per evitare un peggioramento della macchia è utile coprirla con una crema a protezione solare totale, oltre ad evitare l’esposizione ai raggi UVA e UVB, sia naturali che artificiali, finché l’iperpigmentazione non scompare del tutto.
La risposta, come sempre, è soggettiva, pertanto possono essere necessari anche diversi mesi (mediamente da sei a dodici) perché questo avvenga.
Come prevenire che la macchia si manifesti?
Come ribadiamo spesso, il laser è una macchina operatore-dipendente, il che significa che la corretta impostazione dei parametri è il punto di partenza per prevenire eventi avversi ed effetti collaterali di varia natura.
A questo si aggiunge l’importanza di una buona manualità e l’ascolto dei feedback continui che la persona sottoposta al trattamento deve essere sollecitata a dare a chi lo esegue.
Una buona formazione che renda l’operatore capace di performare sempre al meglio adattando i l trattamento ad ogni cliente è fondamentale.
Non dimentichiamo poi l’importanza dei protocolli e delle raccomandazioni domiciliari da osservare.
Cosa dice la Scienza?
Un interessante studio pubblicato nel 2020, che abbiamo visto anche durante i nostri ultimi corsi di formazione laser, ha dimostrato che una delle variabili che possono determinare i vari effetti collaterali singoli o multipli (eritema, scottatura, ipersensibilità e iperpigmentazione) è spesso legata all’etnia: in soggetti di razza nera o mista gli effetti collaterali multipli erano dieci volte più frequenti rispetto ai gruppi di soggetti analizzati bianchi e asiatici.
Lo studio è stato registrato nel registro ISRCTN come studio di coorte (identificativo: ISRCTN10288390)
Vedi anche “Quanto distanziare le sedute laser”
da admin | Ago 16, 2023 | Protocolli laser
LO SAPEVI?
Quando sono arrivati sul mercato i primi laser, era consuetudine distanziare tra loro le sedute di circa 30 giorni, una al mese.
Nel tempo i protocolli operativi sono cambiati e spesso leggiamo di sedute distanziate perfino di tre mesi l’una dall’altra.
Ci siamo chiesti se questo fosse corretto, e abbiamo fatto un’accurata ricerca in rete per trovare qualche fonte scientifica che avvalorasse la fondatezza di un diradamento delle sessioni tanto importante a beneficio di un’ottimizzazione dei risultati, ma non l’abbiamo trovata.
Abbiamo invece reperito un studio comparativo molto interessante, pubblicato sull’International Journal of Dermatology, che dimostra e conferma innanzitutto che il danno biologico controllato ottenuto è influenzato, come già si sapeva, dalla fluenza, dalla lunghezza d’onda, dalla durata dell’impulso e dalla grandezza dello spot (la punta del manipolo).
In una revisione retrospettiva della cartella clinica di 176 pazienti sottoposti ad epilazione laser assistita con un laser a diodi sono stati selezionati 24 pazienti. Tutti hanno accettato di essere seguiti per 5 mesi. Alla fine dello studio i pazienti sono stati interrogati sull’efficacia del trattamento e sugli effetti avversi, ed è stato effettuato anche il conteggio dei peli, per avere elementi oggettivi utili.
Anche i vari effetti avversi (dolore, vesciche o erosione, iperpigmentazione, ipopigmentazione e follicolite) sono stati esaminati durante il periodo di follow-up per ottenere dei dati statistici.
La riduzione media dei peli è stata del 78,1%, 45,8% e 28,7% rispettivamente con intervallo di 45, 60 e 90 giorni (P < 0,0001).
La cadenza 30-45 giorni quindi, salvo rare eccezioni, resta al momento la più performante per ottimizzare tempi, risultati e costi.
Quando ci accorgiamo, dopo diverse sedute, che la ricrescita dei peli sta rallentando e che il nostro cliente si presenta con pochissimi peli da colpire, possiamo semplicemente modificare la modalità operativa, impostando frequenza più bassa e fluenza più alta, sempre valutando come il nostro laser performa meglio e quali feedback riceviamo dal soggetto trattato.
Fonte: studio PMID: 15663662
Vedi anche come e quando cambiare il filtro dell’acqua