da admin | Nov 11, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Il trattamento di epilazione laser dell’area ascellare è uno dei più richiesti, anche perché sono necessarie poche sedute per ottenere un ottimo risultato.
Alcune persone hanno manifestato degli effetti collaterali che la Scienza ha voluto approfondire per spiegarne le cause.
In primis analizziamo un dato: nel 2004, sul Journal of American Academy of Dermatology è stato pubblicato uno studio epidemiologico nazionale, effettuato su ben 150.000 persone per valutare l’impatto della sudorazione sulle persone affette da iperidrosi ascellare. Il sondaggio si basava su una domanda che chiedeva se i partecipanti sperimentassero una sudorazione eccessiva o anormale/insolita, hanno risposto il 64% degli intervistati.
Le stime sulla prevalenza dell’iperidrosi fornite da questa indagine indicano che questa malattia colpisce una percentuale di individui negli Stati Uniti molto più ampia di quanto si pensasse in precedenza (7,8 milioni di individui ovvero il 2,8% della popolazione). Circa la metà di questi individui, l’1,4%, soffre di iperidrosi ascellare e un’ampia percentuale (1,3 milioni di individui, ovvero lo 0,5% della popolazione) presenta una sudorazione appena tollerabile, che può provocare disagi professionali, emotivi, psicologici, sociali e fisici.
Questa premessa è necessaria per capire quante persone potrebbero essere, almeno potenzialmente, interessate a risolvere le problematiche sopra citate.
Quali conseguenze si possono avere?
Un recente studio clinico effettuato su 60 donne ha analizzato l’effetto dell’epilazione laser sulla normale flora microbica nella regione ascellare.
Sono stati formati due gruppi, entrambi composti da 30 donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni, fototipo Fitzpatrick III. Per tutta la durata del test è stato loro vietato l’uso di deodoranti, prodotti detergenti antifungini o antibatterici nelle regioni ascellari.
Il primo gruppo è stato sottoposto all’epilazione laser, il secondo era costituito da persone che si recavano in clinica per altri motivi. Entrambi i gruppi e hanno accettato di fare analizzare i tipi di ceppi batterici alla prima visita, dopo tre e sei mesi.
Cosa è successo?
Il risultato è stato sorprendente: l’odore sgradevole è migliorato ben del 63% dopo l’ultima sessione laser.
La concentrazione di tutti i ceppi batterici è diminuita nel gruppo di intervento, ad eccezione dello Staphylococcus epidermidis che era significativo.
Nel gruppo di controllo (coloro che non effettuavano il laser), non si è verificata alcuna diminuzione significativa di alcun ceppo batterico ed è aumentata anche la prevalenza di più ceppi, tra cui Staphylococcus aureus e S. epidermidis.
Ovviamente in estetica non ci azzardiamo minimamente ad effettuare alcuna terapia, ma è interessante osservare, e soprattutto essere consapevoli, come e quanto questo effetto collaterale possa portare giovamento ai nostri clienti.
Lo studio è stato effettuato con un laser ad alessandrite da 755 nm.
Gli stessi ricercatori specificano che l’effetto del laser sui diversi ceppi batterici cambia e può dipendere dalla quantità di energia, dalla lunghezza d’onda, dalle caratteristiche dell’area trattata e anche dalle proprietà strutturali della membrana del microrganismo stesso
In un altro articolo, pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology nel 2011, si parla di uno studio che afferma di aver riscontrato su quattro pazienti (non sono tanti, ma come detto è un effetto collaterale non molto comune) sottoposti a sedute laser a diodi con cadenza mensile, una riduzione quasi del 100% dell’iperidrosi e, con esami istologici, hanno rilevato alterazioni degenerative delle unità eccrine. Concludono affermando che questo comprova che il laser a diodi riduce la sudorazione ascellare.
In tutti questi anni abbiamo avuto una conferma anche noi, che ricercatori ovviamente non siamo, grazie all’esperienza di più clienti che ci hanno riferito di aver avuto questo giovamento nelle persone da loro trattate.
Ci sono anche dei “contro”?
Sì, non sono affatto comuni, ma possono esserci, ed è bene conoscerli per sapere anche come gestirli, durante i nostri molteplici corsi talvolta anche quest’altra esperienza è stata riportata.
Uno dei possibili effetti collaterali del laser è l’esatto opposto: si possono manifestare iperidrosi (aumento della sudorazione) e bromidrosi (sudore maleodorante) dopo il trattamento dell’area ascellare (talvolta anche della zona inguinale).
Si tratta di un effetto piuttosto raro, quasi sempre reversibile.
In alcuni studi, realizzati circa un decennio fa, si conviene che l’iperidrosi è significativamente meno frequente nei pazienti di fototipo III e IV rispetto a quelli con fototipo II e V.
Uno studio osservazionale di coorte, effettuato in un singolo centro, durato ben 30 mesi, ha analizzato 30 pazienti che riferivano iperidrosi e/o bromidrosi dopo il percorso di epilazione laser nell’area ascellare. La reversibilità spontanea si è verificata solo nel 20% dei casi, gli altri pazienti sono tornati alla normalità dopo una terapia con cloruro di alluminio applicato localmente. Al termine dello studio è risultato che 23 pazienti su 30 sono tornati alla normalità. Lo studio conclude così: “Sembra che l’iperidrosi ascellare e la bromidrosi, post epilazione laser, regrediscano spontaneamente o dopo l’uso di un antitraspirante topico”
Per quanto riguarda la nostra esperienza diretta, il ripristino delle normali funzionalità è avvenuto interrompendo il trattamento. Poiché l’area ascellare richiede poche sedute per arrivare all’obiettivo, tutti i clienti hanno deciso di terminare il ciclo di epilazione.
È possibile prevenire questo effetto collaterale?
Non è possibile farlo, per il semplice fatto che si tratta di una reazione soggettiva all’insulto termico portato nei tessuti.
Se la Scienza ci darà altre risposte saremo i primi a divulgarle.
Fonti: Fazel Z, Majidpour A, Behrangi E, Fathizadeh S, Nokandeh M, Atefi N, et al. Utilizzo del laser per la depilazione nella regione ascellare e suo effetto sulla normale flora microbica. J Laser Med Sci . 2020;11(3):255-261. doi:10.34172/jlms.2020.43 – PMCID: PMC7369557 – PMID: 32802284; PMID: 23887660 – DOI: 10.1007/s10103-013-1404-4; doi.org/10.1016/j.jaad.2010.09.698; doi.org/10.1016/j.jaad.2003.12.040
Vedi anche “iperpigmentazione post laser”
da admin | Ott 27, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Prendersi particolare cura della propria pelle durante la depilazione laser è la chiave per ottenere ottimi risultati durante tutto il ciclo di trattamento.
Spesso se ne sottovaluta l’importanza, ma una corretta cura della pelle influisce direttamente sui risultati che si potranno ottenere: la mancata applicazione di prodotti specifici, o l’uso di cosmetici inadeguati, possono portare a reazioni avverse e risultati indesiderati.
Vediamo le tre azioni importanti da ricordare:
Esfoliare
L’esfoliazione della pelle serve a rimuovere le cellule morte che si accumulano e coprono i pori, favorendo la crescita di peli incarniti e di follicoliti. Puoi farla con un peeling chimico, o con uno scrub o associandoli. Ovviamente non lo stesso giorno della seduta laser, che potrà essere fatta dopo qualche giorno, giusto il tempo di ripristinare il NMF (Natural Moisturzing Factor).
Non solo, lo strato corneo ispessito può osteggiare la caduta dei peli, così come gli stessi corneociti possono anche creare una barriera per il laser e rendere il processo complessivo meno efficace.
Esfoliare una o due volte alla settimana, soprattutto sulla zona da trattare, ti aiuterà a ottenere risultati migliori. Bene quindi un prodotto esfoliante da usare a casa per dare continuità a quanto fatto in Istituto.
Idratare
Sebbene il laser utilizzato non danneggi la pelle, è importante aiutarla a sopportare meglio il il trattamento.
L’idratazione è essenziale per mantenere la pelle in ottimo stato e l’aiuterà anche a dissipare meglio il calore e ridurre la reazione di arrossamento che spesso si manifesta a fine sessione.
Proteggere dai raggi ultravioletti
Il sole non è un buon amico per la pelle, lo sappiamo, specialmente quando si stanno eseguendo dei trattamenti laser.
Sensibilizzare le clienti all’uso quotidiano della protezione solare, anche durante l’inverno, previene il verificarsi di reazioni avverse come scottature e macchie, con la conseguenza di dover poi interrompere il trattamento.
Non tralasciare questi aspetti: la tua cliente si fida di te, non dare per scontato che già usi i prodotti corretti. E soprattutto, ricorda che SEI TU l’esperta della pelle, non il supermercato e nemmeno il farmacista. SEI TU che devi consigliarle cosa fare e quali prodotti usare.
Chi meglio di te?
Vedi anche “Perché l’autunno è il momento migliore per iniziare i trattamenti laser?”
da admin | Ott 23, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Spesso i nostri Clienti ci chiedono se per tenere pulita dai peli la zona da trattare con il laser sia possibile eseguire la depilazione con ceretta.
Sappiamo bene che a loro volta sono sottoposti con grande frequenza a questa richiesta da parte dei loro clienti, ma è importante saper dare una risposta esaustiva che chiarisca perché è bene non farlo.
La consapevolezza è importante, rispondere negativamente non è sufficiente senza dare spiegazioni, e riteniamo che sia anche poco professionale.
Vediamo quali sono le ragioni:
Il laser colpisce ciò che riesce a vedere
Con lo strappo della ceretta il pelo viene estirpato completamente, insieme alla radice.
Per noi è fondamentale invece che ci sia, altrimenti il laser non può colpirlo e non può raggiungere le cellule germinative alla sua base, dato che la lunghezza d’onda del laser, 808 e 1064 nm, vede solo il cromoforo della melanina.
La fototermolisi selettiva senza pelo non può funzionare
Collegandoci a quanto scritto sopra, la fototermolisi selettiva è tale proprio perché seleziona il suo bersaglio. Il pelo funge da antenna, deve essere percorso dal raggio laser iniziando dalla piccola puntina che uscirà dalla pelle (ci si rasa un paio di giorni prima) fino ad arrivare alle cellule germinative. I peli in fase anagen sono gli unici ad avere tutte le proprie funzioni vitali attive, pertanto, se saranno colpiti, riceveranno uno shock termico tale da inattivarle
Aumenterà il numero di sedute da effettuare
Dato che i peli non sono posizionati tutti alla medesima profondità, alla successiva seduta laser i primi a “sbucare” dall’epidermide saranno quelli più superficiali. mentre gli altri ancora non saranno emersi e non verranno quindi colpiti.
In termini pratici questi significa che la cliente farà più sedute e spenderà quindi di più.
Consigliamo quindi di radersi con il rasoio, spiegando bene queste motivazioni è più facile che la cliente comprenda e collabori con noi per ottenere risultati migliori e più rapidi
Quindi…
NO PELO NO PARTY!
Vedi anche “Perché l’autunno è il momento migliore per iniziare i trattamenti laser?”
da admin | Ott 18, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Molti pensano che sia meglio iniziare i trattamenti quando si inizia a vestirsi più leggeri e a scoprirsi, ma non è assolutamente così.
Ecco alcuni dei principali motivi per cui l’autunno è il momento perfetto per iniziare un ciclo di epilazione laser.
La pelle sarà più tollerante con temperature più fresche
Molte persone con il caldo aumentano la sensibilità cutanea al passaggio del laser, quindi sottoporsi a un trattamento con una temperatura esterna più fresca può eliminare questa possibilità e renderlo più tollerabile.
L’esposizione al sole è ridotta al minimo
In autunno, in inverno ancor di più, si esce meno, il corpo è più coperto e si è meno esposti alla luce solare.
Mentre in primavera ed in estate è più difficile ripararsi dai raggi ultravioletti, si esce e ci si scopre di più, dopo l’estate le giornate sono più nuvolose, piove e siamo costretti a stare di più in casa e indossare indumenti che ci coprono di più.
Per questo motivo, pur dovendo sempre utilizzare prodotti con protezione solare dopo il laser, i rischi di macchie e scottature sono sensibilmente ridotti.
C’è tutto il tempo per lavorare senza interruzioni
Se l’obiettivo è sfoggiare una pelle quanto più liscia possibile l’estate successiva, è proprio questa la stagione migliore per cominciare, perché c’è ancora tutto il tempo necessario per lavorare bene ed essere pronti per l’estate.
Saranno necessarie più sedute per ottenere una riduzione graduale dei peli, quindi iniziare in autunno/inverno garantirà di avere una pelle liscia e ben epilata per la bella stagione.
Un’altra motivazione tecnica
Sappiamo che la pelle più scura richiede maggiore attenzione nel settaggio dei parametri del laser.
Questo significa che anche la pelle abbronzata andrà trattata con più cautela, cosa che in autunno/inverno non si verifica (salvo chi ha la fortuna di andare in vacanza ai Caraibi durante la stagione fredda!)
Vedi anche “Variabili che influenzano i risultati”
da admin | Ott 10, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Durante i nostri corsi sul laser, ancora oggi che la ricerca da anni ha dato una risposta più che esaustiva, riscontriamo che la maggior parte degli operatori non eseguono il trattamento laser su soggetti che assumono farmaci fotosensibilizzanti: corticosteroidi topici, antistaminici, antibatterici topici, etc.
Ma sarà corretto?
Se si ha ben chiaro come agisce il laser, e cosa stimola una risposta cutanea alle radiazioni, non si dovrebbero avere dubbi, eppure non è sempre così.
Chiariamo il punto: i farmaci fotosensibilizzanti, come dice la parola stessa (FOTO=LUCE) reagiscono ad una luce, più precisamente ad una lunghezza d’onda che va dai 320 ai 400 nm, raggio d’azione a cui appartengono senza dubbio i raggi UV. Ma il laser no!
I laser per epilazione però vanno ben aldilà dello spettro visibile, quelli che possiamo utilizzare in estetica in Italia dagli 800 nm in su (nell’immagine sottostante vediamo uno schema delle varie lunghezze d’onda).
Gli studi scientifici che ne parlano esistono da oltre un decennio, sono pubblicati su tutti i portali di riferimento della ricerca ufficiale; lo stesso centro della farmacovigilanza italiano nel 2012 ha pubblicato l’elenco dei farmaci fotosensibilizzanti/fototossici indicando la lunghezza d’onda che determina una reazione avversa:
“Le reazioni avverse da farmaco da fotosensibilità vengono classificate come fotodermatiti primarie, ossia reazioni esagerate a dosi solitamente innocue di radiazioni nel range dell’ultravioletto e del visibile. La maggior parte dei farmaci fotosensibilizzanti presenta uno spettro d’azione che generalmente si trova nel range degli UVA (320-400 nm) e a volte degli UVB (290-320 nm).”*

Pertanto e l’assunzione di questi farmaci generalmente non sarà un problema per chi si sottopone al trattamento di epilazione laser.
Questo non significa ovviamente che chi ha delle patologie può farlo a cuor leggero. Ecco perché è di fondamentale importanza eseguire un’attentissima disamina, compilarla per iscritto e farla firmare al cliente insieme al consenso informato, dopo averglielo illustrato. E se vengono assunti farmaci è SEMPRE obbligatorio in consenso scritto del medico.
Ricordiamo che alcuni farmaci, come ad esempio il cortisone se usato per lungo periodo, o l’isotretinoina, possono comunque generare risposte indesiderate da parte della pelle trattata con il laser.
Non ci stancheremo mai di dirlo: il laser è un dispositivo estremamente complesso, per il quale la formazione costante dell’operatore è indispensabile, i nostri clienti lo sanno bene.
Attingi sempre e solo a fonti scientifiche ufficiali e studi pubblicati.
Fonti: PUBMED DOI:10.1007/s10103-014-1553-0. – * www.farmacovigilanza.eu – https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24590242/
Vedi anche “Quanto distanziare le sedute laser”