COME FUNZIONA IL LASER A DIODO

Il laser a diodo produce un fascio di luce altamente concentrata avente una specifica lunghezza d’onda (808 nm) che attraversa il pelo in una frazione di secondo.
L’energia della luce laser viene assorbita dal pigmento (melanina) che si trova nel pelo per poi raggiungere le cellule del follicolo pilifero che si riscaldano e vengono distrutte selettivamente.

Per non danneggiare la pelle con un’energia tanto elevata, la punta del laser a diodo TOPLASER 808 viene raffreddata con un sofisticato sistema idraulico. Questo permette di garantire maggiore potenza senza rischi per il soggetto trattato, che sentirà un comfort assoluto, e di utilizzarlo anche in zone delicate e sensibili come l’area bikini o le ascelle.

Gli effetti provocati dal laser a diodo sul follicolo pilifero sono i seguenti:

  • la sua completa distruzione
  • la miniaturizzazione del bulbo pilifero con conseguente riduzione dello spessore del pelo che diventa peluria
  • Una dormienza prolungata.

La percentuale di peli in fase di crescita (fase anagen) varia con la zona trattata, di solito si aggira intorno al 30% e sono questi peli che possono essere eliminati dal laser a diodo.
Possiamo ottenere una riduzione di circa il 20-30% del numero di peli presenti nell’area trattata in ogni sessione, pertanto sono necessarie più sedute per ottenere una ottimale epilazione (in genere da 5-6 a 7-8).
La maggior parte dei pazienti (90%) ha risposto positivamente al trattamento. Non esiste ad oggi alcun trattamento che si possa definire risolutivo per il 100% dei casi, né in ambito medico né in quello estetico.

Fasi crescita pelo

Il principio su cui si basa l’epilazione con laser a diodo sono la FOTOTERMOLISI SELETTIVA o LPS (vedi il TDT “Tempo Danno Termico”)
Il perfetto abbinamento di una specifica lunghezza d’onda della luce laser (nel nostro caso 808 nm) con la durata degli impulsi ad-hoc consentono di ottenere un effetto ottimale sul tessuto trattato con effetti minimi sulle aree circostanti.
Sappiamo che la luce laser viene assorbita dai colori scuri e, nel caso della fotoepilazione, la melanina è considerato il cromoforo primario.
Essa si trova naturalmente nella pelle e conferisce il loro colore a cute, peli e capelli.
Esistono due tipi di melanina nei peli/capelli: l’eumelanina conferisce il colore castano o nero, mentre la feomelanina dà il colore biondo o rosso. A causa dell’assorbimento selettivo di fotoni di luce laser, più il pelo è scuro migliore sarà il risultato.

Nell’immagine sottostante si vede un follicolo in sezione prima e dopo il trattamento laser:

Prima

Pelle chiara e capelli scuri sono la combinazione ideale, ma con le nuove tecnologie oggi si riescono a trattare tutti i fototipi con successo (ad eccezione del pelo bianco e rosso).

Il laser a diodo per l’epilazione è stato introdotto per la prima volta nel 1997 ed è stato approvato negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration (FDA). per la “riduzione permanente dei peli”.
Secondo l’FDA, con “permanente” si definisce la riduzione dei peli con un risultato deve mantenersi stabile a lungo termine dopo un ciclo di sedute variabile secondo il soggetto da trattare.
L’epilazione tramite laser a diodo in breve tempo è diventata molto popolare per la velocità di esecuzione e per l’efficacia del trattamento Va però detto, ed è cosa fondamentale, che la qualità de macchinario e l’abilità e l’esperienza dell’operatore giocano un ruolo fondamentale.
Esiste anche la remota possibilità di insuccesso sui soggetti definiti “non-responders”: questo accade quando nonostante si utilizzi perfettamente un ottimo laser, con i parametri impostati nel modo ottimale il paziente semplicemente non reagisce. E purtroppo non esiste al mondo alcuna tecnologia che dia il 100% di risultati, in qualunque campo.

Diverse lunghezze d’onda di energia laser sono state utilizzate per l’epilazione, dalla luce visibile alla radiazione infrarossa.
Questi laser sono caratterizzati dalla loro lunghezza d’onda, misurata in nanometri (nm):

  • Argon: 488 nm (Turchese / ciano) o 514,5 nm (verde) non più utilizzato per la rimozione dei peli
  • Rubino: 694,3 nm (Rosso scuro) sicuro solo per fototipi chiari
  • Alessandrite: 755 nm (Infrarossi ) sicuro ed efficace su tutti i fototipi
  • Diodo: 808-810 nm (Near-Infrared) per tutti i fototipi
  • Nd YAG: 1064 nm (Near-Infrared) realizzato per il trattamento di fototipi scuri, è efficace su tutti i tipi di pelle
  • IPL o luce pulsata intensa: 810 nm. Non è un laser, ma utilizzato per la rimozione dei peli su fototipi medi.

La crescita dei peli segue un suo ciclo (vedi ‘fasi del pelo‘) di crescita, riposo e caduta per poi essere eventualmente sostituito da un nuovo pelo. La ricerca clinica ha dimostrato che i peli nella fase di crescita al momento del trattamento (fase anagen) rispondono meglio al trattamento laser a diodo rispetto a quelli colpiti in fasi diverse.
Un ciclo di trattamenti di depilazione laser è necessario per colpire ed eliminare tutti i peli nella loro fase di crescita. L’intervallo tra una seduta e l’altra è di 4 – 8 settimane a seconda della zona del corpo (trattamenti eseguiti a intervalli più brevi sono meno efficaci). La maggior parte delle persone trovano che un ciclo di sei/otto trattamenti è sufficiente. Le donne che affette dalla sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) di solito richiedono più trattamenti.

I peli a volte possono essere espulsi dal follicolo pilifero durante il trattamento, ma normalmente cadono da uno a sei giorni dopo. Grazie alle due modalità operative è possibile trattare sia aree limitate (viso, ascelle, inguine) sia zone ampie come gambe, petto, addome o schiena, in assoluta sicurezza, dimenticando finalmente cerette, creme epilatorie e rasoi.

La larghezza (durata) dell’impulso è uno dei parametri più importanti da considerare, la sua lunghezza determina il riscaldamento ed il conseguente danno al follicolo pilifero: l’obiettivo principale sono le cellule germinative che vivono alla radice del pelo.
L’energia luminosa del raggio laser viene assorbita dalla melanina all’interno del pelo e viene generato un calore che arriva fino alle cellule germinative.
Per arrivare al risultato ottimale questa temperatura deve essere mantenuta il tempo necessario a provocare un danno biologico controllato che le distrugga.
Se la temperatura non è sufficientemente alta o il tempo è troppo breve queste cellule non verranno eliminate.
Questi parametri sono determinabili con l’equazione di Arrhenius Tasso (la costante di velocità dipende dall’esponenziale dell’inverso della temperatura).

Dimensioni dello spot e la larghezza del fascio laser influenzano direttamente la profondità di penetrazione dell’energia luminosa a causa degli effetti di dispersione nello strato dermico.
Diametri del fascio più grandi producono un più profondo dispendio di energia e possono indurre temperature più elevate nei follicoli più profondi.

TOPLASER808 ha uno spot delle dimensioni di un dito (12 mm). Ogni singolo impulso tratta quindi una vasta area 144 mm/q, la procedura è rapida ed efficace, non solo per la depilazione del viso, ma anche per tutte le altre zone del corpo.

La fluenza (o densità di potenza) dell’energia è un altro parametro importante: si misura in joule per centimetro quadrato (J/cm²).

E’ utile utilizzare impostazioni abbastanza alte per riscaldare i follicoli ed inattivarli.
Il raffreddamento epidermico è stato determinato per consentire una fluenza elevata e ridurre gli effetti collaterali e il dolore, specialmente sulla pelle scura.

In sostanza i parametri da tenere in considerazione sono i seguenti:

  • Fluenza
  • Diametro dello spot
  • Lunghezza e durata dell’impulso

Una delle variabili fondamentali è il TDT, che se mal impostato o calcolato, può provocare ustioni anche gravi


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