da admin | Dic 9, 2023 | Normativa Laser
LO SAPEVI?
Il T.S.L. (Tecnico Sicurezza Laser) è la figura, nominata dal titolare, che all’interno del Centro estetico vigila affinché vengano rispettati i criteri di sicurezza per ambiente e persone, ed è una persona sola.
Al termine del corso, il T.S.L. deve redigere un verbale accurato, uno dei primi documenti richiesti dalle autorità in fase di ispezione, nel quale viene analizzato ogni possibile rischio e si elencano tutte le misure di sicurezza attuate in conformità con le normative vigenti.
È obbligatorio nominarlo?
Assolutamente Sì.
Purtroppo c’è ancora molta disinformazione a riguardo, ma il T.S.L. è obbligatorio ovunque si usi un laser in classe 4, quindi anche quello che viene normalmente utilizzato in estetica per l’epilazione.
Quali normative lo prevedono?
La nomina del T.S.L. è obbligatoria in quanto prevista da diverse normative:
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- il D.M. 206/2015, che nella scheda 21/B fa riferimento alla norma CEI 60825-1;
- la suddetta norma europea CEI 60825-1;
- il D. Lgs. 81/2008.
Le prime due sono disposizioni tassative per tutti, la terza riguarda prevalentemente chi ha dipendenti.
ATTENZIONE: Nessun centro estetico che usi il laser per epilazione classe 4 è esente dalla nomina del T.S.L..
Deve essere obbligatoriamente una figura esterna?
No, anche se ancora qualcuno lo sostiene ma senza fondamenti.
Ma la legge parla chiaro, e dispone, nero su bianco quanto segue.
Il D. Lgs. 81/2008 da nessuna parte nomina il T.S.L., ma scrive, nell’art. 181 comma 2 che il datore di lavoro deve avvalersi di “personale qualificato nell’ambito del servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze in materia”.
Il “personale qualificato” risulta tale se in grado di effettuare la valutazione del rischio CEM richiesta per la specifica attività lavorativa e di redigere una relazione tecnica completa ed esaustiva, secondo i requisiti richiesti dal D.lgs. 81/08.
In questo contesto la dicitura “personale qualificato” definisce correntemente un operatore che abbia sostenuto un corso di qualificazione conclusosi con una valutazione positiva e documentabile dell’apprendimento. (vedi P.A.F.).
Questo significa che anche l’estetista adeguatamente formata può qualificarsi Tecnico Sicurezza Laser per la sua attività.
Quanto deve durare il corso?
La durata dei corsi T.S.L. non è uguale per tutti ma è correlata alla categoria e alla tipologia di rischio che, per il centro estetico, è “basso” (codice Ateco 96.02), per cui sono sufficienti 8 ore.
Chi utilizza un laser medicale o industriale necessita di corsi con contenuti e di durata diversi, poiché si tratta di macchinari con caratteristiche tecniche che includono dei rischi maggiori.
Cosa rischio se non lo nomino?
– Sequestro del laser;
– Sanzioni amministrative;
– L’assicurazione , in caso di danni, potrebbe non risarcirli.
Vedi anche “Quanto distanziare le sedute laser”
da admin | Dic 2, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Le donne affette da ovaio policistico (PCOS) spesso manifestano irsutismo su varie parti del corpo.
Quando questo avviene nell’area del viso la persona che ne soffre vive una forma di disagio ben comprensibile, ed è per questo che, benché i risultati siano più lenti ad arrivare, il trattamento laser le consente di raggiungere una qualità di vita decisamente migliore.
Cosa dice la Scienza?
Uno studio randomizzato e controllato eseguito nel Regno Unito ha approfondito l’argomento per valutare l’impatto del trattamento laser sulla gravità dell’irsutismo facciale e sulla morbilità psicologica nelle donne con PCOS.
Sono stati eseguiti cinque sessioni confrontando i risultati ottenuti con trattamenti ad alta fluenza (“gruppo di intervento”) rispetto ad altrettanti a bassa fluenza (“gruppo di controllo”) per un periodo di sei mesi presso un ospedale universitario del Servizio Sanitario Nazionale.
I soggetti erano 88 donne con irsutismo facciale dovuto a PCOS reclutate da ambulatori ospedalieri e da un gruppo di supporto pazienti.
I principali risultati erano la gravità auto-riferita dei peli del viso (misurata su una scala da 1 a 10), depressione, ansia (misurata sulla Hospital Anxiety and Depression Scale) e qualità della vita (misurata sul WHOQOL-BREF).
Quali risultati hanno ottenuto?
La gravità auto-riferita riguardo i peli del viso nel gruppo di intervento (n = 51) è scesa da 7,3 a 3,6 nel periodo di studio di 6 mesi; per il gruppo di controllo (n = 37) i punteggi corrispondenti erano 7,1 e 6,1. Il cambiamento è stato significativamente maggiore nel gruppo di intervento [ancova F((1,83)) = 24,5, P <0,05].
Il tempo auto-riferito dedicato alla depilazione è diminuito da 112 a 21 minuti a settimana nel gruppo di intervento e da 92 a 56 minuti nel gruppo di controllo [F((1,80)) = 10,2, P </= 0,05]. I punteggi medi della depressione sono scesi da 6,7 a 3,6 nel gruppo di intervento, rispetto a 6,1-5,4 nel gruppo di controllo [F((1,83)) = 14,7, P <0,05].
Un cambiamento simile è stato osservato per i punteggi medi dell’ansia: intervento da 11,1 a 8,2, controllo da 9,6 a 9,3 [F((1,84)) = 17,8, P <0,05].
Anche la qualità psicologica della vita è migliorata maggiormente nel gruppo di intervento, da 49,6 a 61,2 rispetto a 50,1-51,5 nel gruppo di controllo [F((1,84)) = 10,9, P <0,05].
Conclusione
Il trattamento laser sembra ridurre la gravità dell’impatto di un irsutismo sul viso e anche del tempo dedicato alla depilazione, oltre ad alleviare la depressione e l’ansia nelle donne con PCOS.
Questi risultati suggeriscono che dovrebbero essere prese in considerazione modalità per rendere questo metodo di depilazione più ampiamente disponibile per le donne con irsutismo facciale.
L’utilizzo di una fluenza più alta, come dimostrato, darà sicuramente maggiori risultati, calibrando correttamente anche la frequenza e la larghezza dell’impulso.
I protocolli operativi, come ribadiamo sempre, sono fondamentali, ed è quello su cui lavoriamo e studiamo ogni giorno per l’ottenimento di risultati soddisfacenti e sempre migliori.
Fonte: PMID: 15888157 DOI: 10.1111/j.1365-2133.2005.06426.x
Vedi anche “Macchie e laser”
da admin | Nov 25, 2023 | Normativa Laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
T.R.T. significa Tempo di Rilassamento Termico.
È un termine utilizzato nella fisica del laser per descrivere il tempo necessario al tessuto per dissipare almeno il 50% dell’energia laser assorbita e raffreddarsi fino a tornare alla temperatura iniziale.
Come si applica all’epilazione laser?
In caso è il tempo necessario affinché il tessuto bersaglio (il follicolo pilifero) si raffreddi dopo essere stato riscaldato da un impulso laser.
Poiché il follicolo si raffredda più velocemente del pelo, è possibile effettuare più passaggi col manipolo, impostando ovviamente i parametri corretti, per ottenere la denaturazione proteica.
Se hai domande a riguardo contattaci!
Vedi anche “Quanto distanziare le sedute laser”
da admin | Nov 14, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Un effetto collaterale assai diffuso che si manifesta dopo una o più sedute epilazione tramite laser, è una iperpigmentazione dell’area trattata.
Non sempre è un errore dell’operatore: una pelle particolarmente reattiva può produrre un eccesso di melanina localizzato per difendersi dall’insulto termico ricevuto.
Per evitare un peggioramento della macchia è utile coprirla con una crema a protezione solare totale, oltre ad evitare l’esposizione ai raggi UVA e UVB, sia naturali che artificiali, finché l’iperpigmentazione non scompare del tutto.
La risposta, come sempre, è soggettiva, pertanto possono essere necessari anche diversi mesi (mediamente da sei a dodici) perché questo avvenga.
Come prevenire che la macchia si manifesti?
Come ribadiamo spesso, il laser è una macchina operatore-dipendente, il che significa che la corretta impostazione dei parametri è il punto di partenza per prevenire eventi avversi ed effetti collaterali di varia natura.
A questo si aggiunge l’importanza di una buona manualità e l’ascolto dei feedback continui che la persona sottoposta al trattamento deve essere sollecitata a dare a chi lo esegue.
Una buona formazione che renda l’operatore capace di performare sempre al meglio adattando i l trattamento ad ogni cliente è fondamentale.
Non dimentichiamo poi l’importanza dei protocolli e delle raccomandazioni domiciliari da osservare.
Cosa dice la Scienza?
Un interessante studio pubblicato nel 2020, che abbiamo visto anche durante i nostri ultimi corsi di formazione laser, ha dimostrato che una delle variabili che possono determinare i vari effetti collaterali singoli o multipli (eritema, scottatura, ipersensibilità e iperpigmentazione) è spesso legata all’etnia: in soggetti di razza nera o mista gli effetti collaterali multipli erano dieci volte più frequenti rispetto ai gruppi di soggetti analizzati bianchi e asiatici.
Lo studio è stato registrato nel registro ISRCTN come studio di coorte (identificativo: ISRCTN10288390)
Vedi anche “Quanto distanziare le sedute laser”
da admin | Nov 11, 2023 | Protocolli laser, Scienza laser
LO SAPEVI?
Il trattamento di epilazione laser dell’area ascellare è uno dei più richiesti, anche perché sono necessarie poche sedute per ottenere un ottimo risultato.
Alcune persone hanno manifestato degli effetti collaterali che la Scienza ha voluto approfondire per spiegarne le cause.
In primis analizziamo un dato: nel 2004, sul Journal of American Academy of Dermatology è stato pubblicato uno studio epidemiologico nazionale, effettuato su ben 150.000 persone per valutare l’impatto della sudorazione sulle persone affette da iperidrosi ascellare. Il sondaggio si basava su una domanda che chiedeva se i partecipanti sperimentassero una sudorazione eccessiva o anormale/insolita, hanno risposto il 64% degli intervistati.
Le stime sulla prevalenza dell’iperidrosi fornite da questa indagine indicano che questa malattia colpisce una percentuale di individui negli Stati Uniti molto più ampia di quanto si pensasse in precedenza (7,8 milioni di individui ovvero il 2,8% della popolazione). Circa la metà di questi individui, l’1,4%, soffre di iperidrosi ascellare e un’ampia percentuale (1,3 milioni di individui, ovvero lo 0,5% della popolazione) presenta una sudorazione appena tollerabile, che può provocare disagi professionali, emotivi, psicologici, sociali e fisici.
Questa premessa è necessaria per capire quante persone potrebbero essere, almeno potenzialmente, interessate a risolvere le problematiche sopra citate.
Quali conseguenze si possono avere?
Un recente studio clinico effettuato su 60 donne ha analizzato l’effetto dell’epilazione laser sulla normale flora microbica nella regione ascellare.
Sono stati formati due gruppi, entrambi composti da 30 donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni, fototipo Fitzpatrick III. Per tutta la durata del test è stato loro vietato l’uso di deodoranti, prodotti detergenti antifungini o antibatterici nelle regioni ascellari.
Il primo gruppo è stato sottoposto all’epilazione laser, il secondo era costituito da persone che si recavano in clinica per altri motivi. Entrambi i gruppi e hanno accettato di fare analizzare i tipi di ceppi batterici alla prima visita, dopo tre e sei mesi.
Cosa è successo?
Il risultato è stato sorprendente: l’odore sgradevole è migliorato ben del 63% dopo l’ultima sessione laser.
La concentrazione di tutti i ceppi batterici è diminuita nel gruppo di intervento, ad eccezione dello Staphylococcus epidermidis che era significativo.
Nel gruppo di controllo (coloro che non effettuavano il laser), non si è verificata alcuna diminuzione significativa di alcun ceppo batterico ed è aumentata anche la prevalenza di più ceppi, tra cui Staphylococcus aureus e S. epidermidis.
Ovviamente in estetica non ci azzardiamo minimamente ad effettuare alcuna terapia, ma è interessante osservare, e soprattutto essere consapevoli, come e quanto questo effetto collaterale possa portare giovamento ai nostri clienti.
Lo studio è stato effettuato con un laser ad alessandrite da 755 nm.
Gli stessi ricercatori specificano che l’effetto del laser sui diversi ceppi batterici cambia e può dipendere dalla quantità di energia, dalla lunghezza d’onda, dalle caratteristiche dell’area trattata e anche dalle proprietà strutturali della membrana del microrganismo stesso
In un altro articolo, pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology nel 2011, si parla di uno studio che afferma di aver riscontrato su quattro pazienti (non sono tanti, ma come detto è un effetto collaterale non molto comune) sottoposti a sedute laser a diodi con cadenza mensile, una riduzione quasi del 100% dell’iperidrosi e, con esami istologici, hanno rilevato alterazioni degenerative delle unità eccrine. Concludono affermando che questo comprova che il laser a diodi riduce la sudorazione ascellare.
In tutti questi anni abbiamo avuto una conferma anche noi, che ricercatori ovviamente non siamo, grazie all’esperienza di più clienti che ci hanno riferito di aver avuto questo giovamento nelle persone da loro trattate.
Ci sono anche dei “contro”?
Sì, non sono affatto comuni, ma possono esserci, ed è bene conoscerli per sapere anche come gestirli, durante i nostri molteplici corsi talvolta anche quest’altra esperienza è stata riportata.
Uno dei possibili effetti collaterali del laser è l’esatto opposto: si possono manifestare iperidrosi (aumento della sudorazione) e bromidrosi (sudore maleodorante) dopo il trattamento dell’area ascellare (talvolta anche della zona inguinale).
Si tratta di un effetto piuttosto raro, quasi sempre reversibile.
In alcuni studi, realizzati circa un decennio fa, si conviene che l’iperidrosi è significativamente meno frequente nei pazienti di fototipo III e IV rispetto a quelli con fototipo II e V.
Uno studio osservazionale di coorte, effettuato in un singolo centro, durato ben 30 mesi, ha analizzato 30 pazienti che riferivano iperidrosi e/o bromidrosi dopo il percorso di epilazione laser nell’area ascellare. La reversibilità spontanea si è verificata solo nel 20% dei casi, gli altri pazienti sono tornati alla normalità dopo una terapia con cloruro di alluminio applicato localmente. Al termine dello studio è risultato che 23 pazienti su 30 sono tornati alla normalità. Lo studio conclude così: “Sembra che l’iperidrosi ascellare e la bromidrosi, post epilazione laser, regrediscano spontaneamente o dopo l’uso di un antitraspirante topico”
Per quanto riguarda la nostra esperienza diretta, il ripristino delle normali funzionalità è avvenuto interrompendo il trattamento. Poiché l’area ascellare richiede poche sedute per arrivare all’obiettivo, tutti i clienti hanno deciso di terminare il ciclo di epilazione.
È possibile prevenire questo effetto collaterale?
Non è possibile farlo, per il semplice fatto che si tratta di una reazione soggettiva all’insulto termico portato nei tessuti.
Se la Scienza ci darà altre risposte saremo i primi a divulgarle.
Fonti: Fazel Z, Majidpour A, Behrangi E, Fathizadeh S, Nokandeh M, Atefi N, et al. Utilizzo del laser per la depilazione nella regione ascellare e suo effetto sulla normale flora microbica. J Laser Med Sci . 2020;11(3):255-261. doi:10.34172/jlms.2020.43 – PMCID: PMC7369557 – PMID: 32802284; PMID: 23887660 – DOI: 10.1007/s10103-013-1404-4; doi.org/10.1016/j.jaad.2010.09.698; doi.org/10.1016/j.jaad.2003.12.040
Vedi anche “iperpigmentazione post laser”